Clamoroso al Forum: disastro Malinin, il “Dio dei quadrupli” è umano. L’oro va a sorpresa al kazako Shaidorov. Grassl: “Dopo la gara ho vomitato”
Tutto il mondo aspettava Ilia Malinin, ma il Forum di Milano incorona il kazako Mikhail Shaidorov nuovo re nel pattinaggio artistico, nella finale più clamorosa di queste Olimpiadi invernali 2026. Era forse l’evento più atteso a livello planetario (insieme alla finale di hockey): il mondo si accingeva a celebrare il 21enne americano che si fa chiamare “Quad God” e stava dominando il pattinaggio. Invece anche il Dio dei quadrupli è umano: è crollato, dilaniato da una pressione e da una tensione che si percepiva nell’aria e sul ghiaccio del Forum. Tutti si chiedevano se Malinin avrebbe potuto fare addirittura un quintuplo, quale punteggio stratosferico avrebbe potuto raggiungere. Nessuno si chiedeva se avrebbe vinto. Invece non è successo. Di più, è arrivata una mesta ottava posizione, addirittura lontano dal podio.
Milano-Cortina doveva essere la consacrazione definitiva della stella americana. Il figlio di due pattinatori uzbeki trasferitisi negli Usa, il giovanotto biondo capace di rivoluzionare i salti sui pattini. L’oro ottenuto nel Team Event doveva essere l’antipasto al grande show di questa sera. L’attesa ha partorito un incubo, dalle strane sembianze di salti appena accennati, di cadute inconcepibili e di un salto mortale eseguito questa volta quasi come messaggio di scusa al pubblico per il mancato spettacolo.
La pressione che si era creata attorno a questa gara ha tradito tutti, non solo Malinin. Yuma Kagiyama doveva essere il grande rivale, invece ha sbagliato i primi due quadrupli. Ha salvato il suo libero per i capelli, grazie alla grazie e all’eleganza, caratteristica in comune con una delle sue allenatrice, l’azzurra Carolina Kostner. Si è preso un argento nonostante tutto. È finito fuori dal podio invece pure Adam Siao Him Fa, 25enne francese nato a Bordeaux da genitori originari delle Mauritius, stato insulare africano. Anche lui puntava a una medaglia, a suo modo storica. Invece il bronzo se l’è preso in lacrime Shun Sato: il giapponese era addirittura nono dopo il programma corto.
Ma il più bravo di tutti questa sera è stato Shaidorov. Il 21enne kazako ha firmato un libero da 198.64 punti: dopo un errorino con il Lutz, ha infilato alla perfezione un serie di quadrupli, dal Toeloop al Flip. Segno che il pattinaggio sta comunque entrando in una nuova era. La rotta l’ha tracciata Malinin, ma questa sera non c’è lui a capo della rivoluzione.
La prestazione degli azzurri
Qualche difficoltà anche nel libero per Matteo Rizzo, dopo un corto negativo. L’azzurro non è riuscito a ripetere la sontuosa prestazione del Team Event (179.62 punti) che aveva portato il bronzo all’Italia e si è fermato a 158.88 punti (243.18 totali) lontano anche dal suo season best. Alla fine ha chiuso in 14esima posizione. Resta la storica medaglia conquistata con la squadra azzurra. Così come resta per Daniel Grassl l’onore di aver pattinato nell’ultimo gruppo di merito, insieme alle stelle di questa disciplina. Il 23enne di Merano infatti era quarto dopo il programma corto: ha ottenuto 170.25 punti (il suo best era 194.72) e un’onorevole nona posizione in una finale olimpica. Ha commesso qualche errore, ma questa sera c’è chi ha fatto peggio. Dopo la gara, era in lacrime: ha spiegato di aver sofferto di un’intossicazione alimentare. “Sono stato male tutta la giornata, è stato difficile gareggiare ma sono felice di come ho combattuto. Nella seconda metà ero morto, dopo la gara sono scappato in bagno a vomitare”. Anche per lui, però, resta un bronzo al collo da riportare a casa.