Auto elettriche, la frenata mondiale. A gennaio immatricolazioni in calo del 3%
Le immatricolazioni mondiali di veicoli elettrici sono scese del 3% a gennaio: secondo i dati della società di consulenza Benchmark Mineral Intelligence (BMI) a frenare le vendite è stata l’introduzione di una tassa sull’acquisto e la riduzione dei sussidi statali in Cina, unite alla nuova impostazione politica della Casa Bianca, avversa alle auto elettriche.
I car makers con con una forte esposizione sul mercato statunitense – come ad esempio Ford – hanno registrato svalutazioni per circa 55 miliardi di dollari nell’ultimo anno, ridimensionando le proprie strategie di elettrificazione. Colpa di un mercato statunitense che subisce le prese di posizione di Donald Trump ma anche della guerra dei prezzi fra brand cinesi, che rende i prodotti “made in China” sempre più aggressivi in termini di posizionamento commerciale.
Pesa pure il fatto che l’UE e la Cina abbiano allentato gli incentivi volti a sostenere l’elettrificazione, a riprova che il mercato delle auto alla spina non è ancora in grado di sostenersi sulle proprie gambe. Sicché le immatricolazioni globali di elettriche sono scese a quasi 1,2 milioni a gennaio (il dato peraltro include, impropriamente, anche le vetture ibride plug-in, ricaricabili alla spina).
In Cina – principale mercato del mondo e primo per le vetture a batteria – il calo è del 20%, con meno di 600.000 unità, il dato più basso da quasi due anni a questa parte. In Nord America la flessione tocca il 33%, con poco più di 85.000 veicoli venduti. Negli Stati Uniti si è registrato il minor numero di vetture a batteria vendute dall’inizio del 2022. In Europa, invece, c’è stata una crescita del 24% (oltre 320.000 immatricolazioni), ma il ritmo risulta più lento di quello dello scorso febbraio. Mentre nel resto del mondo si è registrato un aumento del 92% per un totale di quasi 190.000 unità, sostenuto dagli incentivi in Thailandia e dalla forte crescita in Corea del Sud e Brasile.
Giova ricordare che mentre i sostenitori dell’elettrificazione sottolineano la sacrosanta necessità di ridurre le emissioni di anidride carbonica, responsabili del riscaldamento globale, i produttori di auto sostengono che una transizione troppo rapida minacci posti di lavoro e profitti. E invocano la neutralità tecnologica – intesa come l’adozione di strategie alternative all’elettrificazione tout court – come strada maestra per far collimare le istanze ambientali con quelle industriali.