Spesa farmaceutica fuori controllo, anche il sottosegretario Gemmato contro Aifa: ma Schillaci lo ignora
Martedì 11 febbraio il ministro della Salute Orazio Schillaci ha incontrato il direttore scientifico dell’Aifa, l’Agenzia del farmaco, Pierluigi Russo. Stanno discutendo i possibili interventi per contenere la spesa farmaceutica, fuori controllo come mai era avvenuto in passato. Schillaci il 4 febbraio aveva scritto una lettera con toni ultimativi nella quale evidenziava la perdita di “credibilità complessiva” dell’Agenzia e chiedeva con urgenza “chiarimenti” e “misure correttive”. Il presidente dell’Aifa, Robert Nisticò, ha promesso di rispondere “entro la scadenza” indicata dal ministro, che è il 18 febbraio.
Intanto però prova a rientrare nella partita, per ora senza grande successo, il sottosegretario Marcello Gemmato. Uomo forte di Fratelli d’Italia in Puglia dove però hanno perso male le Regionali, farmacista e titolare della delega al farmaco, Gemmato è costretto a scrivere al “tecnico” Schillaci: “Caro Orazio, apprendo dagli organi di stampa il contenuto della Tua lettera indirizzata ai vertici dell’Aifa nella quale manifesti il Tuo disappunto”, si legge nella missiva datata 11 febbraio. Il sottosegretario testimonia poi al ministro “la mia piena vicinanza rispetto ad ogni iniziativa che vorrai assumere in merito ad una revisione della governance dell’Agenzia da Te nominata nel 2024”.
Prende così le distanze dai vertici – specie Russo – con i quali tuttavia ha gestito personalmente la questione che sembra stargli più a cuore e cioè il progressivo trasferimento dagli acquisti diretti (ospedali e Asl) alle farmacie di varie classi di medicinali antidiabetici, compresi almeno in prospettiva quelli sempre più usati anche per dimagrire. Ricordiamo tutti con quale entusiasmo annunciò ai suoi colleghi, al Cosmofarma di Bologna nel 2024, il prevedibile aumento del fatturato del settore, che ovviamente cresce già soprattutto grazie all’estensione della farmacia dei servizi.
“Sottopongo alla Tua superiore valutazione l’opportunità di aprire un confronto sul futuro dell’Agenzia”, chiede infine Gemmato a Schillaci. Per il momento, si apprende, non è in agenda un incontro fra i due. Il sottosegretario indicato a lungo come probabile viceministro, nomina che appariva quasi come un commissariamento di Schillaci, ora fatica a farsi ammettere al tavolo del quasi commissariamento dell’Aifa. Il ministro ha chiesto all’Agenzia una serie di chiarimenti sui farmaci di recente approvazione, nonché misure correttive e rapporti bimestrali sulla loro implementazione a partire dal 30 aprile.
Nel merito, per frenare la spesa, si parla di una delibera per automatizzare alcuni sconti a carico delle aziende produttrici, discussa nel Cda di Aifa e per il momento non ancora approvata, ma anche della revisione del prontuario, un intervento strutturale sollecitato da tempo da Silvio Garattini, il più autorevole dei farmacologi italiani. Ma insomma, vedremo cosa verrà fuori al termine del percorso avviato.
I numeri sono allarmanti: “In totale la spesa farmaceutica (acquisiti diretti + convenzionata) nei primi 9 mesi dell’anno si attesta a 18 miliardi e 420 milioni, con uno scostamento dal tetto programmato pari a 2,85 miliardi di euro”, si legge nel rapporto Aifa di gennaio su gennaio-settembre 2025. Tre miliardi sono più o meno l’aumento nominale del Fondo sanitario nazionale (Fsn), destinato quindi ad andarsene in medicine sempre che basti. Aifa rilevava che al terzo trimestre era andata un po’ meglio dei primi due, però “il confronto della spesa per acquisti diretti, escluso i gas medicinali, con il relativo tetto dell’8,3% del Fsn – si leggeva ancora nel rapporto – evidenzia una incidenza delll’11,64%, superiore rispetto a quella registrata nel medesimo periodo dell’anno precedente (11,29%), in sforamento del tetto di 3.384 milioni di euro”.
Se lo sforamento della spesa diretta si registra da anni, con attivazione del meccanismo di payback a carico di aziende e Regioni, si annunciano possibili problemi anche per la spesa convenzionata, cioè per i medicinali venduti in farmacia ma con rimborso a carico del Servizio sanitario nazionale, anche in considerazione del passaggio di una seconda classe di antidiabetici (le glifozine) da un settore all’altro. “Da un lato – scriveva ancora Aifa – incrementerà la spesa convenzionata e dall’altra ridurrà la spesa per acquisti diretti”, che tuttavia continua a crescere ugualmente, specie per l’impatto dei farmaci innovativi su cui Schillaci ha chiesto chiarimenti. Il saldo delle glifozine non è ancora noto, le prime indicazioni sembrano rassicuranti.