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“Sistema Sorrento”, il Consiglio di Stato annulla le elezioni del 2020. Le vinse il sindaco arrestato per tangenti

Colpo di scena della giustizia amministrativa: una sentenza certifica che la discesa in campo dell'incandidabile condannato Marco Fiorentino ha inquinato i risultati elettorali e la vittoria di Massimo Coppola. Conseguenze? Nessuna, il comune è commissariato
“Sistema Sorrento”, il Consiglio di Stato annulla le elezioni del 2020. Le vinse il sindaco arrestato per tangenti
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Al danno di un Comune commissariato dopo l’arresto di un sindaco corrotto, si aggiunge la beffa che l’elezione di quel sindaco andava annullata. Le cronache del “Sistema Sorrento” non smettono di stupire. L’ultimo colpo di scena arriva dal Consiglio di Stato. Ha accolto un ricorso della famiglia Morelli, ribaltando una precedente sentenza del Tar e stabilendo che le elezioni del settembre 2020, quelle concluse con la vittoria del sindaco Massimo Coppola, arrestato a maggio e poi di nuovo a luglio 2025 per numerose accuse di induzione indebita e corruzione, non sono state regolari.

La storia non si fa coi se e coi ma, però se la giustizia amministrativa fosse stata più celere, Sorrento forse si sarebbe risparmiata 35 appalti e affidamenti ritenuti illegittimi, 18 milioni e mezzo di euro impegnati attraverso procedure viziate, 16 arresti, e la vergogna di uno scioglimento dell’amministrazione comunale per le dimissioni di un sindaco finito in carcere in flagranza di reato, con ancora i soldi dell’ultima mazzetta addosso.

Il Cds ha infatti sentenziato che la candidatura a primo cittadino di uno dei competitor di Coppola, Marco Fiorentino, aveva inquinato irrimediabilmente i risultati delle elezioni. Fiorentino era incandidabile a causa di una condanna definitiva per l’omicidio colposo di Claudia Morelli e Teresa Reale, due signore travolte da una gru all’opera per il montaggio delle luminarie del Santo Patrono il 1.5.2007. Le conseguenze della sua candidatura, che superò il vaglio dell’ufficio elettorale perché la condanna non risultava ancora sul casellario, sono riassunte in questo passaggio del provvedimento firmato dal presidente del collegio Alessandro Maggio e dal giudice estensore Francesca Picardi: “Marco Fiorentino ha riportato, al primo turno, un significativo numero di voti (1865, ndr), superiore allo scarto dei voti registrato tra i due candidati più votati (Coppola, che al primo turno raccolse 4272 voti, e Mario Gargiulo, che ne prese 3896, dunque divisi al primo turno da soli 376 voti, ndr) ed idoneo, se traslato su uno di tali concorrenti, ad evitare il ballottaggio e potenzialmente anche a rovesciare il risultato elettorale”.

Quindi il Tar si è sbagliato quando ha scritto che “il risultato avrebbe portato comunque all’elezione del sindaco risultato vincente”… perché questa valutazione “si fonda solo ed esclusivamente sui dati del ballottaggio” che videro Coppola vincere con uno scarto di 1903 voti. Di conseguenza il ricorso dei familiari delle vittime del 1 maggio, e di alcuni cittadini che si sono associati, va accolto. Anche se serve solo per ottenere la compensazione delle spese legali, che i ricorrenti in primo grado non avevano ottenuto. Coppola è a giudizio, prima udienza del primo processo il 20 febbraio, il comune è commissariato, la partita è finita.

Si è protratta a lungo anche perché, come ha ricordato questo sito, Coppola e Raffaele Guida detto ‘Lello il Sensitivo’ organizzarono una colletta tra gli imprenditori del Sistema Sorrento per pagare gli avvocati di Marco Fiorentino e trascinare le cause civili e amministrative il più a lungo possibile, guadagnando tempo. ‘Operazione Mini-Bot’, la chiamarono al telefono. C’era la consapevolezza che sulla testa del sindaco pendeva una spada di Damocle. È caduta oggi, ma è caduta su una sedia vuota.

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