Referendum, la destra all’assalto di Gratteri. Anche La Russa attacca: “Alza i toni e offende”. Il procuratore aveva detto: “Per il sì imputati e massoni”. Il laico di Fi al Csm: “Aprire pratica”
Destre all’assalto di Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli, dopo le sue parole sul referendum: “È certo che per il No voteranno le persone perbene, le persone che credono nella legalità come pilastro importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno per il Sì, ovviamente, gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. La consultazione referendaria riguarda la separazione delle carriere stabilita dalla riforma Nordio. Da tempo Gratteri esprime posizioni fortemente critiche. Ma il commento nell’intervista video al “Corriere della Calabria” avrebbe lasciato di stucco la seconda carica dello Stato. “Basito dalla grave dichiarazione – ha commentato il presidente del Senato Ignazio La Russa – Gratteri ricopre un incarico molto importante e la sua affermazione oltre ad essere priva di verità, offende milioni di cittadini che non voteranno come lui. Mi auguro possa tornare sui suoi passi anche perché la sua dichiarazione fa alzare e di parecchio i toni dello scontro politico”.
Le accuse di Tajani e degli altri
Anche Antonio Tajani è partito all’attacco del procuratore con un post sulla piattaforma X: “Sono una persona perbene, non sono massone, non sono indagato e non sono imputato, non faccio parte di alcun centro di potere e voterò convintamente Sì al referendum sulla riforma della giustizia. Le parole del procuratore Nicola Gratteri sono un attacco alla libertà e alla democrazia che offendono milioni di italiani”.
Contro Gratteri è sceso in campo lo stato maggiore di Forza Italia e Fratelli d’Italia. “Dichiarazioni indegne”, secondo il capogruppo FdI alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami. “Parole incommentabili”, gli fa eco il collega di partito Alfredo Antoniozzi. “Siamo al livello più basso di una propaganda per il No”, dice la sorella d’Italia Elisabetta Gardini, “attendiamo che tutte le istituzioni prendano le distanze da queste dichiarazioni”. Gratteri “insulta tanti irreprensibili magistrati, illustri giuristi anche di sinistra”, scrive in una nota il presidente dei senatori FdI Lucio Malan. Per Forza Italia non poteva mancare il sottosegretario alla Giustizia Paolo Sisto: “Sconcertanti etichette infamanti a chi vota sì”. Secondo il forzista Pierantonio Zanettin, “parole gravi e irresponsabili”. “Gratteri schiavo di ideologia”, ha attaccato il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè. In serata è arrivato anche il post del vice premier Matteo Salvini: “Io lo denuncio. E voterò SÌ” che definisce l’intervista del magistrato “shock”.
Il laico di Fi al Csm: “Aprire pratica”
Intanto il consigliere laico di Forza Italia del Csm, Enrico Aimi, rende noto che “proposta l’apertura di una pratica presso il Comitato di Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura” su Gratteri. L’iniziativa, scrive, “è finalizzata a verificare se le affermazioni pubbliche rese – per il loro contenuto e per il contesto in cui sono state pronunciate – possano rilevare nel procedimento di valutazione di professionalità del magistrato, con particolare riferimento al requisito dell’equilibrio, essenziale nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e nella tutela del prestigio dell’ordine giudiziario”. Contemporaneamente, aggiunge l’ex senatore, “sarà interessato il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione per valutare l’eventuale sussistenza di profili disciplinari”.
La replica di Gratteri
“I miei interventi non possono essere parcellizzati e letti in modo disorganico“, replica Nicola Gratteri: “Ho detto che a mio parere voteranno Sì certamente le persone a cui questo sistema conviene, quindi tutti i centri di potere che non vogliono essere controllati dalla magistratura. Non ho detto – conclude il procuratore di Napoli al Corriere.it – come strumentalmente vogliono far credere, che quelli che votano Sì sono tutti appartenenti a centri di potere”.
Il Comitato per il Sì al referendum ha lasciato un post sui suoi canali social: “Caro Gratteri, la invitiamo a chiedere scusa immediatamente ai milioni di italiani che voteranno Sì, compresi tutti i membri di questo comitato, tra i quali vi sono tanti magistrati suoi colleghi (…) Nessuno, lei compreso, è detentore della moralità e dell’etica pubblica. Questa presunzione di superiorità morale è francamente insopportabile”.