Olimpiadi, lo svizzero von Allmen fa la storia: con la vittoria in super-g conquista tre medaglie d’oro nella stessa edizione
Crans-Montana, discesa libera maschile. Meno sei alla stessa prova che assegna le medaglie olimpiche a Milano-Cortina. Franjo von Allmen scende col 15, disegna linee che solo lui sa disegnare. Nemmeno il campionissimo, e compagno di squadra, Marco Odermatt, riesce a fare tanto. Letteralmente, fa gara a sé. E vince. Il 7 febbraio, nel suo esordio olimpico – esordio che a più di un atleta fa tremare le gambe – mette tutti in fila. Oro. Una sorpresa? No, specialmente per chi lo aveva visto pennellare i curvoni della località elvetica. Due giorni dopo c’è la combinata col compagno (in slalom speciale) Tanguy Nef. Altro oro. E oggi in superg. Terza medaglia del metallo più prezioso. Tradotto: von Allmen ha fatto la storia.
Le prime avvisaglie del classe 2001 si era intraviste lo scorso anno ai Mondiali di Saalbach-Hinterglemm: vincitore in discesa libera e vincitore in combinata a squadre (questa volta con uno degli sciatori più tecnici e completi del Circo Bianco, Loic Meillard). Oggi, a Bormio, l’elvetico si è messo dietro lo statunitense Cochran-Siegle di 13 centesimi e il favorito Odermatt per 28 centesimi. Una discesa perfetta, specialmente nella parte centrale, quella più tecnica, dove bisogna trovare il giusto equilibrio tra lo stare il curva e indirizzare il prima possibile le punte verso la massima pendenza. Per dare l’idea dell’impresa: solo i leggendari Toni Sailer (austriaco) e Jean-Claude Killy (francese) hanno vinto tre ori nella stessa edizione olimpica. Ma è necessario tornare a uno sci d’altri tempi: Cortina ’56 e Grenoble ’68.
Il segreto di von Allmen, al di là l’indiscusso talento e lo stra potere fisico? “Cercare di divertirsi sciando“. Parola di von Allmen dopo il primo oro in discesa. A caldo aveva aggiunto: “Si riesce ad immaginare di fare meglio alle Olimpiadi?”. Sì, vincere tre ori.