Effetto Trump su Cuba: L’Avana avvisa le compagnie aeree, niente carburante. Air Canada sospende i voli
L’annuncio era stato dato domenica sera: il governo di Cuba ha emanato un avviso rivolto alle compagnie aeree e ai piloti per informare che il carburante non sarà disponibile in nove aeroporti dell’isola, tra cui l’aeroporto internazionale José Martí dell’Avana. Una misura attiva a partire da martedì 10 febbraio e valida fino all’11 marzo.
Prima conseguenza: Air Canada ha annunciato la sospensione dei voli. Più flessibili le compagnie americane come Delta Air Lines e Southwest; la prima non ha evidenziato problemi, la seconda ha comunicato che i suoi aerei diretti a Cuba avrebbero trasportato carburante sufficiente anche per affrontare la rotta di ritorno. American Airlines è attendista: “Monitoriamo la situazione”. A farne le spese immediate potrebbe essere il settore turistico dell’isola caraibica, capace di generare almeno in passato fino a 3 milioni di dollari l’anno.
Questa crisi è direttamente collegata alle iniziative dell’amministrazione Trump: a fine gennaio, il presidente americano ha firmato un ordine esecutivo per imporre dazi sui beni provenienti da paesi che vendono o forniscono petrolio a Cuba. In questo modo Washington ha interrotto l’accesso del governo cubano alle sue principali fonti di petrolio, rappresentate da Venezuela e Messico. Quest’ultimo Paese sta cercando di reagire: lunedì la presidente Sheinbaum ha annunciato supporto a Cuba: “Nessuno può ignorare la situazione che sta vivendo il popolo cubano a causa delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti a qualsiasi paese che invia petrolio, in modo molto ingiusto”. La Marina messicana ha preparato una spedizione con 800 tonnellate di aiuti umanitari.
Solidarietà all’Avana arriva anche dalla Cina che condanna le “interferenze straniere” e assicura che “fornirà sempre supporto e aiuto alla parte cubana al meglio delle sue capacità”. Fatto è che il carburante per rifornire gli aerei non c’è, e la ricaduta è soprattutto sui voli internazionali. Una situazione simile si verificò più di dieci anni fa: gli aerei che si dirigevano in Europa facevano rifornimento alle Bahamas.
Ma la crisi energetica non riguarda solo il trasporto aereo. Sono stati sospesi eventi come la Fiera Internazionale del Libro dell’Avana, le banche hanno ridotto l’orario di apertura e le società di distribuzione di carburante hanno dichiarato che non venderanno più benzina in pesos cubani, ma solo in dollari e con un limite di 20 litri per cliente. Le ultime misure si aggiungono ad altre che erano state annunciate venerdì scorso, fra cui tagli ai servizi di bus e treni. Un periodo nero per l’isola che qualcuno paragona al Periodo Speciale, la crisi economica degli anni ’90 che si registrò in seguito ai tagli degli aiuti che provenivano dall’allora Unione Sovietica. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov ha riaffermato “la solidarietà con i popoli del Venezuela e di Cuba, che sono sottoposti a forti pressioni esterne”. Parole di vicinanza, che però non aiuteranno i cubani ad affrontare le interruzioni di corrente che ormai arrivano fino a 10 ore.