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Armi all’Ucraina, la Camera approva la fiducia: a votare Sì anche i tre deputati vannacciani

"Questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi", ha detto Vannacci
Armi all’Ucraina, la Camera approva la fiducia: a votare Sì anche i tre deputati vannacciani
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Avevano “sfidato” il governo, in particolare i parlamentari della Lega, con un emendamento per fermare l’invio di armi a Kiev. Alla fine, però, i tre deputati che hanno seguito Roberto Vannacci nel suo nuovo partito Futuro Nazionale, votano alla fiducia al governo, posta sul decreto che proroga l’invio di nuove forniture ed equipaggiamenti militari all’Ucraina. A Montecitorio il provvedimento passa con 207 voti favorevoli, 119 contrari e 4 astenuti. Il governo aveva posto la fiducia proprio per impedire che si votasse l’emendamento dei vannacciani: ““Non è un modo per scappare da una crisi interna, ma semmai di evidenziarla ancora di più”, ha dichiarato in Aula il ministro della Difesa, Guido Crosetto motivando così la decisione.

Ad annunciare il Sì di Emanuele Pozzolo e dei due ex leghisti Rossano Sasso e Edoardo Ziello è stato lo stesso generale: “Voteremo a favore della fiducia perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi e un partito di Destra come Futuro Nazionale sa bene dove stare“. Così Vannacci – dopo avere definito Matteo Salvini un “traditore” perché “su armi a Kiev e legge Fornero si mette in posizione prona – dà indicazione ai tre deputati di votare a favore. “Non ci prestiamo ai giochini di chi vorrebbe addossarci l’etichetta di essere insieme ai Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte e Schlein di turno, ma, al contempo, non rinunciamo alla nostra identità”, dice l’ex paracadutista che si limita a indicare ai suoi di mantenere gli ordini del giorno che contengono l’impegno ad interrompere le forniture di armi a Zelensky.

“Futuro nazionale oggi ha dimostrato di essere un interlocutore serio ed attendibile per il centrodestra”, ha dichiarato il deputato Sasso in un punto stampa alla Camera insieme a Ziello e Pozzolo. “La linea politica la decide la maggioranza e il governo, se qualcuno fa delle dichiarazioni e poi quando c’è da votare vota quello che noi proponiamo siamo contenti”, aveva detto martedì il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli. Sui deputati vicini a Vannacci è intervenuto anche il vicepremier Antonio Tajani: cercano un dialogo con il centrodestra? “C’è stata una microscissione, deve essere la Lega a decidere, la parola finale spetta a loro. Da un punto di vista culturale, ideologico e valoriale, Forza Italia non ha molti punti di contatto con questa nuova formazione”, ha detto il leader azzurro.

Intanto dalle opposizioni arrivano numerose critiche alla presa di posizione dei tre uomini del generale: “I Vannacciani votano la fiducia al governo Meloni? Come in un celebre film, verrebbe da dire che sono già su Marte. Praticamente sono scappati prima di arrivare. È vergognoso vedere come nella maggioranza di governo stiano usando la tragedia del conflitto ucraino per questa guerra intestina e di poltrone”, dichiara in una nota Francesco Silvestri, deputato M5S. Italia viva, Azione, +Europa e Pd votano contro la fiducia posta dal governo ma Sì al decreto. Da Avs e M5s, invece, doppio No. I gruppi di 5 stelle e Alleanza Verdi-Sinistra hanno anche deciso di votare No agli ordini del giorno dei parlamentari di Futuro nazionale, che chiedono lo stop all’invio di armi in Ucraina. Entrambi i gruppi hanno propri ordini del giorno che, con contenuti diversi, chiedono comunque l’interruzione degli aiuti militari a Kiev.

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