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Si buca in metro davanti a una bambina nella prima domenica di Olimpiadi: l’episodio sulla M3

A pochi metri dal vanto dei Giochi, c'è un'altra realtà: Rogoredo, zona ormai tristemente nota per il cosiddetto ‘boschetto’, teatro da anni di spaccio e consumo di droga.
Si buca in metro davanti a una bambina nella prima domenica di Olimpiadi: l’episodio sulla M3
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Si buca in metropolitana davanti a tutti, davanti anche a una bambina. Milano, 2026. Sono le 11 di mattina della prima domenica dall’inizio dei Giochi di Milano Cortina. Su un vagone della metropolitana è seduta per terra una ragazza. Tira fuori un cucchiaio arrugginito, una fialetta contenente un liquido scuro e una siringa. Non pensa a nascondersi e non teme di essere vista. Si sta preparando una dose, lì, davanti a tutti, che poco dopo si inietterà nel braccio.

Attorno a lei, la gente, incredula, rimane in silenzio. Gli sguardi oscillano tra disagio e senso di impotenza, qualcuno prova a nascondersi dietro il cellulare. Tra le persone sedute sul vagone, una bambina di circa dieci anni strige forte la mano del padre. Succede sulla M3, una delle linee più usate dai cittadini del capoluogo lombardo. La stessa linea che collega il Sud con il Nord, passando dal centro (Duomo e Montenapoleone, il salotto buono della città), fino a raggiungere stazioni strategiche come Lodi T.I.B.B., a pochi metri dal Villaggio Olimpico, simbolo di una Milano, che si mostra in vetrina di fronte agli occhi del Mondo per le Olimpiadi invernali del 2026.

A pochi metri dal vanto delle Olimpiadi, mostrate al mondo intero come motivo di orgoglio, c’è un’altra realtà: Rogoredo, zona ormai tristemente nota per il cosiddetto ‘boschetto’, teatro da anni di spaccio e consumo di droga. Chiunque passi di lì può imbattersi in persone in stato di grave dipendenza vagare a tutte le ore del giorno, in condizioni disumane, mentre il resto della società si dimentica di questa realtà, attratti dalle luci delle Olimpiadi.

La realtà di questi luoghi dimenticati entra poi in metropolitana: luogo di massima fusione della società, divisa per il resto del tempo da differenze sociali ed economiche. La stessa donna è stata avvistata anche sulle scale della metropolitana di Porta Romana, di nuovo nell’atto di infilare l’ago in vena, segno che non si è trattato di un episodio isolato e testimone di un degrado che viene ancora ignorato senza alcun tipo di intervento.

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