“Le mie lacrime virali? Ne sono molto orgogliosa: ho visto i sacrifici, mio fratello è andato via di casa presto”. Il racconto di Giorgia Lorello
È una di quelle storie che solo lo sport sa scrivere. Nella finale dei 5.000 metri di speed skating alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, il bronzo prende la strada meno battuta e finisce al collo di un outsider: un ragazzo di 23 anni, cresciuto a Rho, a pochi chilometri dall’arena olimpica. Riccardo Lorello ha sorpreso tutti con un 6’09”22 che per lunghi minuti profumava addirittura d’oro, prima che il norvegese Sander Eitrem e il ceco Metoděj Jílek, recordman e fenomeni annunciati, facessero il vuoto nelle ultime batterie. Ma dietro di lui non è passato più nessuno, nemmeno Davide Ghiotto, il più atteso, quarto per appena 35 centesimi. Mentre Lorello realizzava l’impresa in pista, sugli spalti un’altra storia prendeva forma. Le telecamere hanno indugiato su una ragazza che piangeva senza freni, travolta dall’emozione. Era Giorgia, sua sorella.
Quelle lacrime sono diventate virali sui social e sulle televisioni di tutto il mondo, ma nascono molto prima del podio. “Quando mio fratello ha conquistato la medaglia di bronzo ho provato un’emozione veramente indescrivibile. Io ho iniziato a piangere già mentre uscivo di casa per andare all’arena. Per me era veramente un sogno. Non ci credevo di stare andando a vedere mio fratello alle Olimpiadi e vederlo salire sul podio”, racconta a ilfattoquotidiano.it. “È stato proprio un momento di piena realizzazione. Ero felicissima per lui, per questo obiettivo che era uno dei suoi più grandi sogni. Tutti gli sforzi e l’impegno lo hanno ripagato. Un’emozione che non si può descrivere”.
Una medaglia inattesa anche per chi lo conosce da sempre. “Io ho sempre creduto in lui, però forse quasi non a questo punto. La medaglia è stata assai inaspettata. Sapevo che avrebbe fatto bene, ma salire sul podio, alla prima Olimpiade e così giovane, è tanta roba”. Parole che restituiscono la misura dell’impresa: Lorello ha debuttato ai Giochi senza ambizioni dichiarate, ma con una crescita evidente già certificata dall’argento europeo di gennaio. Dal punto di vista di Giorgia, però, il bronzo racconta anche un percorso molto umano. “Se ripenso al cammino di Riccardo come fratello, penso ai sacrifici che ha dovuto fare. Il fatto di essere andato via di casa molto giovane: nel 2021, a 18 anni, si è trasferito in Trentino per pattinare sul ghiaccio. Per lunghi periodi era fuori casa. Non dev’essere stato semplice. Magari hai una brutta giornata e vuoi un abbraccio dalla mamma, ma lei non c’è. Vuoi parlare faccia a faccia con tua sorella e non puoi”.
Una lontananza che lo ha fatto crescere in fretta: “Questa difficoltà lo ha reso una persona più responsabile e matura prima del tempo”. Accanto a lui, adesso, ha anche una nuova famiglia sportiva: i suoi compagni di squadra. “È in camera con Daniele Di Stefano, diventato quasi un fratello, e con Andrea Giovannini ha un rapporto molto stretto, come se fosse un po’ il suo papà, una sorta di mentore”. E Giorgia resta un punto fermo, a distanza. “Cerco di supportarlo sempre, lo seguo nelle gare all’estero, lo guardo online, gli scrivo. Cerco di non mettergli pressione, perché ne ha già tanta, soprattutto qui alle Olimpiadi, a casa, con tutta la famiglia che lo guarda. Provo a trasmettergli leggerezza, a fargli fare qualche risata, a passare giornate spensierate quando torna a Milano”. A rendere questo bronzo ancora più speciale, però, sono state le immagini fuori dalla pista: le lacrime di Giorgia, riprese dalle telecamere e rimbalzate in poche ore sui social e in televisione. “Il fatto che le mie lacrime siano diventate virali mi rende molto orgogliosa e mi fa anche ridere: sono usciti dei video divertenti. Ma soprattutto essere qui a raccontarle mi dà l’occasione di parlare di mio fratello. Sono orgogliosa e onorata di poter dire di essere la sorella di una medaglia di bronzo olimpica”. Il riflesso più autentico di un’impresa che, per Giorgia, va ben oltre il risultato sportivo.