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McKennie e Spalletti, ma anche Vlahovic: la Juventus ha tre casi da risolvere

In casa bianconera è arrivato il prolungamento di Yildiz. Ma restano altre priorità sul tavolo, a partire dal tecnico e dal centrocampista americano, che pare sempre più centrale nel funzionamento della squadra
McKennie e Spalletti, ma anche Vlahovic: la Juventus ha tre casi da risolvere
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Cantiere aperto? Sì. O meglio, in parte. Prolungato il contratto di Yildiz (che non era a scadenza, ma era quasi come se lo fosse, soprattutto con le interessate che si stavano avvicinando al giocatore), ora la Juventus ha tre casi da risolvere. Due sembrano più impellenti: McKennie e Spalletti. Uno sembrava invece un capitolo chiuso: Vlahovic. Ma invece è ancora aperto.

Wes, che fai?
Si parte da McKennie, che con Spalletti sta diventando ancora più che indispensabile. La sua parabola in bianconero è sempre stata frutto di una grande contraddizione: fuori rosa e in partenza a inizio estate, punto fisso della squadra da settembre al termine del campionato. È incredibile, ma l’americano è la dimostrazione lampante di come un giocatore possa far ricredere il suo allenatore. Merito non solo della sua perseveranza, ma anche della sua incredibile duttilità: gioca ovunque e l’ultima idea (di mottiana memoria) è quella di provarlo sempre più come falso nueve. La Juve lo vuole trattenere, il giocatore a Torino si trova bene ma non ha alcuna intenzione di decurtarsi lo stipendio per restare in bianconero. Soprattutto visti i numeri stagionali (33 partite, 7 gol e 4 assist complessivi finora). Prima di gennaio, le parti non si erano sentite. Ora sì, i contatti sono in corso: la sensazione è che non ci vorrà molto per capire se alla fine resterà o meno. Dentro o fuori, insomma.

Spalletti: aspettiamo
Dietro alla rinascita juventina c’è sicuramente Luciano Spalletti, che è arrivato al posto di Tudor a fine ottobre e ha dato la sensazione di essere riuscito davvero a sistemare le cose. Per lui, quella bianconera è stata una scommessa: per questo ha firmato per soli 6 mesi, senza alcuna opzione di rinnovo in base agli obiettivi raggiunti. L’ha detto subito: “Capiamoci, conosciamoci. Nel caso, rinnovare non sarà un problema”. L’idea è proprio quella e la sta portando avanti: Spalletti non ha fretta di rinnovare, il che non vuole dire che non voglia farlo. Solo, preferisce aspettare ancora, per quanto la Juve sia comunque convinta che alla fine si continuerà insieme (sia Chiellini, sia Ottolini, a più riprese si sono esposti in questo senso). Dietro a quell’attesa, c’è anche l’idea di capire bene quali siano i piani societari a medio e lungo termine. Il prolungamento di Yildiz sicuramente è un buon segnale. Lo sarebbe anche quello di McKennie.

Quello di Vlahovic…
… una possibile sorpresa. L’attaccante sembrava sempre più lontano: è infortunato e David sta comunque crescendo (anche se è ben lontano dall’essere un giocatore soddisfacente, nel complesso). Insomma, tra costi dell’ingaggio proibitivi per chiunque in Serie A (12 milioni netti) e l’assenza in campo, Dusan sembrava passato un po’ più in secondo piano, con lo stesso giocatore che non ha mai negato la sua curiosità nel misurarsi in un campionato che non sia la Serie A. Con la Premier in testa (era stato vicino, qualche anno fa, al trasferimento al Chelsea in cambio di Lukaku). Il fatto è che però la Juventus un ultimo tentativo per trattenerlo vuole comunque farlo. “Il discorso non è ancora chiuso” ha confermato a Sky il ds Ottolini. Le probabilità che resti a Torino non sono comunque molte. Ma a Spalletti serve (e servirà anche in futuro, nel caso in cui dovesse restare) una punta ‘alla Vlahovic’. Avendocelo già in casa…

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