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Giorno del ricordo, la destra commemora le vittime delle foibe. Meloni: “Respingere ogni squallido tentativo negazionista”

La Russa alla Camera davanti al Presidente Sergio Mattarella: "Anche partiti vicini al comunismo hanno fatto passi avanti verso la verità"
Giorno del ricordo, la destra commemora le vittime delle foibe. Meloni: “Respingere ogni squallido tentativo negazionista”
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La facciata di Palazzo Chigi illuminata con il tricolore e un fuoco di fila di dichiarazioni degli esponenti della maggioranza. Così il governo celebra il Giorno del ricordo, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.

“Una giornata che chiama l’Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un’imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza – , scrive Giorgia Meloni sui social -. Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata. Centinaia di migliaia di italiani che hanno scelto di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità”. “La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità – prosegue la premier -, ricacciando nell’ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia. È il fondamento di una memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale, tracciando la strada a chi verrà dopo di noi”.

Il 30 marzo 2004, “quando il Parlamento italiano ha approvato “quasi all’unanimità (solo 12 i voti contrari) la legge che istituiva il Giorno del Ricordo”, è “divenuta una data spartiacque. C’è stato un prima e c’è un dopo”, ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel suo intervento alla Camera per la celebrazione della giornata a cui hanno preso parte la premier e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Nei libri di storia distribuiti nelle scuole, gli studenti studiavano la storia di Roma, la storia del ‘700, dell’800, della prima e seconda guerra mondiale. Ma mancavano le pagine sulla tragedia delle foibe. Sia chiaro: la mia non vuole essere un atto di accusa nei confronti di qualcuno, anzi, è il giusto riconoscimento a quelle forze politiche che, seppur per decenni siano state molto vicine al comunismo, in quella occasione hanno saputo fare un passo coraggioso per far conoscere la verità. Da allora, altri passi in avanti sono stati fatti”. “Certo – ha aggiunto -, esistono e resistono tuttora, sacche negazionistiche o, nella migliore delle ipotesi, riduzionistiche”.

Il leader della Lega Matteo Salvini ricorda che “le foibe rappresentano una delle pagine più tragiche del Novecento, a lungo taciute o negate. Migliaia di donne e uomini uccisi e cancellati dall’odio e dalla violenza dei comunisti di Tito sul confine orientale. La loro colpa? Essere italiani”. Se per il capo del Viminale Matteo Piantedosi ricordare le vittime “è prima di tutto un atto di giustizia”, Maria Elisabetta Casellati, ministra delle Riforme, usa toni più aulici: ” I martiri delle Foibe non sono bandiere di parte, ma nomi incisi nella coscienza della Repubblica“.

Un ricordo arriva anche da esponenti delle opposizioni. “Coltivare e trasmettere memoria di quanto accaduto al confine orientale del nostro Paese è doveroso per le Istituzioni e per tutta la comunità. Ed è l’impegno che ribadiamo oggi, in occasione del Giorno del ricordo”, afferma il presidente della Regione Campania Roberto Fico.

“Celebrare questa giornata richiama la Repubblica a un dovere di verità e responsabilità, nella consapevolezza che la conoscenza e la condivisione del ricordo sono strumenti essenziali per una società fondata sul rispetto reciproco, sulla convivenza e sui valori costituzionali”, afferma Marco Meloni, senatore del Pd.

Per Matteo Richetti di Azione “gli italiani e gli esuli dalle terre istriane, fiumane e dalmate sono stati vittime di un dramma incancellabile provocato dalla crudeltà umana che abbiamo il dovere di raccontare, senza alcuna contrapposizione”.

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