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Per Unicredit 10,6 miliardi di utile nel 2025. “Agli azionisti 30 miliardi di dividendi nei prossimi tre anni”

Il margine di interesse cala a 13,7 miliardi (-4,3%), mentre commissioni e risultato netto della gestione assicurativa salgono a 8,7 miliardi (+5,6%)
Per Unicredit 10,6 miliardi di utile nel 2025. “Agli azionisti 30 miliardi di dividendi nei prossimi tre anni”
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Unicredit archivia il 2025 con un utile netto di 10,6 miliardi di euro, in crescita del 14% rispetto all’anno precedente, superando le aspettative del mercato nonostante oneri straordinari per 1,4 miliardi. La performance solida si riflette anche nella distribuzione agli azionisti, che ha raggiunto i 9,5 miliardi di euro di cui 4,75 miliardi sotto forma di dividendi. E nei prossimi tre anni prevede di distribuire circa 30 miliardi agli azionisti. Nei prossimi cinque anni gli utili versati saliranno a circa 50 miliardi.

I ricavi netti dell’anno sono pari a 23,9 miliardi (in calo dell’1,4%) composti da un margine di interesse pari a 13,7 miliardi (-4,3%), da commissioni e risultato netto della gestione assicurativa pari a 8,7 miliardi (+5,6%) e da rettifiche su crediti pari a 0,7 miliardi. Il margine di interesse nel 2025 è sceso del 4,3%: “un risultato resiliente“, secondo la banca, “alla luce della riduzione dei tassi di interesse, supportato da una crescita dei prestiti nei segmenti più redditizi e dall’aumento dei depositi da parte della clientela, oltre che da una gestione disciplinata del pass-through sui depositi, che ha chiuso l’anno ad una media di circa il 31% per il gruppo”. I proventi da negoziazione si sono attestati a 1,1 miliardi, in calo del 32,6.

La banca spiega di aver adottato una politica rigorosa di gestione dei costi e di capitalizzazione, “con l’obiettivo di garantire distribuzioni sostenibili anche in futuro”. L’obiettivo è la distribuzione dell’80% dell’utile netto agli azionisti. Il gruppo prevede di distribuire circa 30 miliardi di euro agli azionisti nei prossimi tre anni e circa 50 miliardi nei prossimi cinque.

Confermata la solidità patrimoniale, con un Cet1 ratio al 14,7%, che dimostra la capacità di “robusta generazione organica di capitale” nel 2025 pari a 382 punti base che ha assorbito l’impatto di 9,5 miliardi di distribuzioni.

Il ceo Andrea Orcel nella call con gli analisti ha definito “solo fantasie di persone che hanno bisogno di creare storie” le recenti indiscrezioni su Generali e un possibile accordo nell’asset management: “Non c’è nient’altro su questo argomento, almeno per quanto ne so io al momento. Comunichiamo con loro regolarmente. Sono uno dei nostri partner industriali. La gente dimentica che forniscono la maggior parte dei nostri prodotti assicurativi bancari nell’Europa centrale e orientale. Distribuiamo i loro prodotti di gestione patrimoniale all’interno della nostra rete. Quindi, ovviamente, comunichiamo con loro”. Il manager ha detto a Cnbc che il nuovo piano Unicredit Unlimited “può generare molto più valore delle fusioni e acquisizioni“. Quindi “non diluiremo i rendimenti dei nostri azionisti facendo operazioni che non corrispondono ai nostri parametri. Tuttavia, riteniamo che ci sia molto valore da creare per le banche di altri mercati che si uniscono al nostro percorso. E se gli azionisti decideranno di farlo a condizioni vantaggiose per loro, noi agiremo”.

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