“Sapevo esattamente cosa fare per vincere la medaglia”: l’emozione di Matteo Rizzo. Lara Naki Gutmann: “Abbiamo pianto, urlato e saltato”
“L’emozione è immensa perché prendere una medaglia all’Olimpiade è tanto e prenderla in casa è indescrivibile“. Sono le prime parole di Matteo Rizzo, mentre ha al collo il bronzo. La squadra azzurra del pattinaggio di figura ha appena conquistato uno storico podio nel Team Event alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Una grande festa ad Assago, il culmine di una giornata record per l’Italia, con sei medaglie totali conquistate. Rizzo al FattoQuotidiano.it racconta le sue emozioni: “È stato molto bello, mi sono veramente divertito, il team mi ha dato un supporto incredibile. L’ho sentito per tutto il mio programma e il pubblico è stato surreale. Non sentivo più la musica, pattinavo e basta. Sapevo quello che dovevo fare, l’ho fatto e siamo tutti quanti felici di questo risultato”.
Un bronzo figlio di una grande programmazione di tutto il team Italia. Rizzo spiega: “Si arriva a questa medaglia scegliendo il team giusto. Ogni persona ha il proprio compito, il proprio ruolo e la propria parola. È importante che ognuno possa dire la propria senza aver paura di sbagliare. Io ho un team immenso, ho dieci persone che lavorano per me tutti i giorni e mi danno tantissima forza. Abbiamo fatto una pianificazione studiata molto bene, abbiamo sbagliato tanto per arrivare a questa programmazione. La cosa più bella è stata accettare l’errore, modificarlo e oggi è arrivata la performance. Ringrazio veramente il mio team”. Il pattinatore di Sesto San Giovanni racconta poi il suo programma, dove nonostante l’emozione e la responsabilità ha saputo tirar fuori una performance perfetta. “Non ho guardato la prova del georgiano, ma ho sentito il suo punteggio. Sapevo esattamente quello che dovevo fare per vincere la medaglia, però ho scelto di non limitare la mia performance perché mi sentivo bene e quindi sono andato full attack”.
Un grande contributo al bronzo italiano lo ha dato anche Lara Naki Gutmann, con un corto magistrale e un buon libero: “Nella prima parte del libero è andata molto bene, mi sentivo bene sul ghiaccio anche oggi – spiega la trentina al FattoQuotidiano.it – La seconda, invece, con i salti sono andata un po’ in down, però il pubblico mi ha dato tanta energia per arrivare alla fine. Dopo la mia performance non era detto sicuramente, quindi abbiamo dato tutto per supportare Matteo. Abbiamo pianto, urlato e saltato. Vincere la medaglia in casa mi lascia senza parole, c’era anche mio papà a vedermi”. L’azzurra spiega poi l’importanza di avere al suo fianco una campionessa come Carolina Kostner. “Lei è sempre stata davvero carina, è una bellissima persona. Mi ha dato anche qualche consiglio, nell’ultimo anno soprattutto. Era qui a supportarci nel giorno del suo compleanno, è una persona speciale”.
Decisivo è stato anche Daniel Grassl, sceso sul ghiaccio nel corto, per poi soffrire fino all’ultimo nel guardare i compagni. “È stato veramente bellissimo gareggiare qua – sottolinea l’altoatesino al FattoQuotidiano.it – Ovviamente ci sono state un sacco di pressioni anche perché dovevo chiudere il primo taglio della gara e nel corto eravamo ancora in dieci quindi la pressione era altissima. Ma sono veramente felice di come ho combattuto e poi sicuramente guardare da bordo pista porta ancora altra pressione perché non sai cosa ti aspetta, non sai come si sente l’altro, ma sono state emozioni bellissime”. Emozioni a cui hanno contribuito ovviamente anche Charlène Guignard/Marco Fabbri, la coppia di danza sul ghiaccio, Sara Conti/Niccolò Macii, il duo di artistico. C’è la firma di tutti su questo straordinario bronzo.