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Nordio contro il pg di Napoli: “Non gli stringerei la mano, lo disprezzo”. E nel suo ufficio parte il viavai di solidarietà

Il Guardasigilli aveva attaccato Aldo Policastro, "colpevole" di aver ricordato che la sua riforma attua il piano della P2 di Licio Gelli. Le visite di magistrati, attivisti e intellettuali
Nordio contro il pg di Napoli: “Non gli stringerei la mano, lo disprezzo”. E nel suo ufficio parte il viavai di solidarietà
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“Quel magistrato ha il mio massimo disprezzo. Non gli stringerei mai la mano, dovrei usare il disinfettante”. Così nei giorni scorsi Carlo Nordio si è riferito pubblicamente ad Aldo Policastro, procuratore generale di Napoli “colpevole” di aver ricordato che la sua riforma attua il piano della P2 di Licio Gelli. E la solidarietà nei suoi confronti non si è fatta attendere: da lunedì mattina presto, nella stanza del pg è un continuo via vai di magistrati, attivisti e intellettuali che gli stringono la mano (quello che Nordio ha dichiarato di non voler fare) come gesto simbolico di vicinanza. Una risposta a quello che la presidente della giunta esecutiva di Napoli dell’Anm Leda Rossetti, tra le prime a recarsi al dodicesimo piano del Palazzo di Giustizia, ha definito “un attacco scomposto, l’ennesimo, che si inserisce nel processo di delegittimazione della magistratura. Gli insulti, come ribadito più volte e adesso dal Presidente della Corte di Cassazione, non possono essere accettati, sono irricevibili in un sistema democratico”.

Sono andati da Policastro alcuni procuratori del circondario campano – Nunzio Fragliasso, Pierpaolo Bruni, Domenico Airoma, Marco Del Gaudio – e il giudice Nicola Russo. Si è affacciato il pm Henry John Woodcock, autore sulle pagine di Repubblica Napoli di un intervento in cui ha definito “inaccettabili” le parole del Guardasigilli. C’erano anche i pm Celeste Carrano e Vincenzo Piscitelli. “Io non posso che essere grato ai colleghi, ma anche alla città che ha ritenuto di venirmi a stringere una mano” ha commentato Policastro. C’erano infatti anche l’avvocato Mimmo Ciruzzi, tra i sostenitori del Sì, l’avvocato ed attivista dei diritti civili Elena Coccia, padre Alex Zanotelli, il presidente della Fondazione Polis don Tonino Palmese, la senatrice dem Valeria Valente. E l’elenco si sta allungando di minuto in minuto.

Nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario, Policastro aveva denunciato le “martellanti campagne denigratorie contro i magistrati, che si trasformano, al di là dell’intenzione, velocemente in campagne d’odio”, ricordando anche il colpo di pistola esploso il giorno di capodanno contro gli uffici della procura generale.

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