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A Cuba sospesi gli interventi chirurgici: mancano garze e antidolorifici. E il trasporto pubblico è quasi fermo

Il vice primo ministro Oscar Pérez-Oliva Fraga ha annunciato il razionamento delle vendite di carburante vista la carenza causata dall’embargo petrolifero. Le "attività amministrative essenziali" saranno operative solo dal lunedì al giovedì per risparmiare energia
A Cuba sospesi gli interventi chirurgici: mancano garze e antidolorifici. E il trasporto pubblico è quasi fermo
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Si aggrava sempre più la situazione economica e sociale a Cuba a causa dell’inasprimento dell’embargo deciso da Donald Trump. Gli ospedali di tutto il Paese hanno sospeso gli interventi chirurgici. Nei centri sanitari, il personale medico intervistato dall’agenzia di stampa locale indipendente 14ymedio ha affermato che antidolorifici, antipertensivi, antibiotici, fluidi per via endovenosa, cateteri e garze non sono disponibili. Molti hotel sono chiusi, vengono segnalati tagli ai trasporti e le interruzioni di corrente hanno innescato una crisi energetica senza precedenti.

Il sistema di trasporto pubblico sta affrontando una crisi quasi totale. Secondo Tiempo 21 ed Escambray, nel municipio di Las Tunas la riduzione delle linee di autobus lascia un solo collegamento giornaliero con L’Avana, senza alternative verso comuni come Camagüey, Holguín o Santiago de Cuba. Il vice primo ministro Oscar Pérez-Oliva Fraga, secondo quanto riportato dall’agenzia Efe, ha annunciato il razionamento delle vendite di carburante vista la carenza causata dall’embargo petrolifero. “Con carburante insufficiente, non possiamo mantenere i livelli di vendita delle settimane precedenti e, pertanto, ci saranno alcune limitazioni”, ha detto. “Con il miglioramento della situazione, le consegne torneranno alla normalità”.

Le “attività amministrative essenziali” saranno operative solo dal lunedì al giovedì per risparmiare energia. L’isola darà priorità ai “servizi essenziali”: la produzione di elettricità, i “servizi sanitari”, attività di difesa e quanto occorre per “garantire la sostenibilità di quei settori che generano entrate in valuta estera”, come il turismo. Pérez-Oliva ha poi aggiunto che il governo cubano faciliterà le procedure per le aziende private “che hanno i mezzi” per importare il proprio carburante.

Anche il settore turistico, fondamentale per l’economia cubana, sta soffrendo. I media segnalano l’improvvisa chiusura degli hotel di Cayo Santa María, con gli ospiti trasferiti in altre strutture: una decisione che ha colto di sorpresa sia i dipendenti che i visitatori, e per la quale non sono state fornite motivazioni ufficiali.

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