Dai vichinghi ai Giochi: storia e regole dello slittino, lo sport invernale più veloce dove il segreto è rilassarsi
La storia dello slittino è millenaria. Già nel IX secolo i vichinghi usavano una slitta biposto per spostarsi. Ma le prime gare risalgono alla fine del 1400, anche se a livello internazionale si parla del 1883 a Davos, in Svizzera. Inizialmente lo slittino è stato inserito nella stessa federazione di bob e skeleton, perché avrebbe dovuto sostituire quest’ultimo alle Olimpiadi. Nel 1957, però, si staccò e ancora oggi ha sua federazione internazionale, la FIL. Il debutto olimpico sarebbe dovuto arrivare a Squaw Valley 1960, ma gli statunitensi non costruirono la pista. Di conseguenza, esordì ai Giochi di Innsbruck 1964 con singolo e doppio maschile e singolo femminile.
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La tecnica di discesa
È considerato lo sport invernale più veloce, visto che si superano i 150 km/h. Le gare si svolgono su una pista ghiacciata artificialmente, la stessa di bob e skeleton. Gli atleti sono sdraiati di schiena sulla slitta con i piedi distesi davanti a loro e controllano la direzione alzando leggermente la testa. Le abilità di guida sono cruciali, anche perché lo slittino non è dotato di freni meccanici. Il segreto è rimanere rilassati senza fare movimenti bruschi, così da mantenere alta la velocità.
Il regolamento e le varie gare
Nei due singoli sono previste quattro discese in due giorni. La pista è sempre la stessa e i tempi sono misurati al millesimo di secondo. L’atleta col tempo totale più veloce vince. Le ragazze partono da un punto più in basso rispetto agli uomini. Le prove di doppio si svolgono su due manche disputate lo stesso giorno. Anche in questo caso, la coppia con il tempo cumulativo più veloce vince l’oro. Il doppio femminile è una novità di Milano Cortina 2026. Sul budello ampezzano, infatti, farà il suo debutto olimpico. Infine, è prevista la gara a squadre, introdotta a Sochi 2014. Vi gareggiano quattro equipaggi per Nazione, uno per ogni specialità individuale. Si parte con il singolo femminile, poi quello maschile e a seguire i doppi nello stesso ordine. Per dare il “cambio” gli atleti sul traguardo devono colpire un pannello posizionato in alto, che fa aprire il cancelletto di partenza al compagno di squadra. Se il pannello non viene toccato l’intero team è squalificato. La squadra che, sommando i tempi, totalizza quello più veloce vince.
Il tracciato naturale
Oltre allo slittino olimpico su pista artificiale, esiste quello su tracciato naturale. Esso non fa parte del programma a cinque cerchi e si svolge su percorsi ricavati da sentieri o strade di montagna ghiacciate naturalmente. La slitta è diversa, così come la tecnica di discesa.
Armin Zöggeler è il “re dello slittino” italiano
La regina dello slittino olimpico è la Germania, che vanta 43 medaglie, che diventano 87 se si aggiungono quelle vinte prima della riunificazione. L’Italia è la seconda forza all time con 18, di cui 7 ori. Il campione azzurro più celebre e l’italiano più vincente nella storia degli sport invernali, è Armin Zöggeler. L’altoatesino ha vinto sei medaglie olimpiche in sei edizioni diverse nel singolo maschile, un record a livello mondiale anche per le Olimpiadi estive. Tra queste spiccano i due ori conquistati a Torino 2006 e Salt Lake City 2002. L’ultima medaglia azzurra è il bronzo vinto da Dominik Fischnaller nel singolo a Pechino 2022. Sul budello di Cortina l’Italia ha chance di podio in tutte e cinque le gare.