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Il Portogallo al bivio: il ballottaggio per le presidenziali è un referendum sulla svolta a destra trumpiana. “Questo voto ci dirà dove va il Paese”

La sfida tra il socialista Seguro e il sovranista Ventura va oltre la scelta del nuovo capo dello Stato. Ma assume molti significati politici sul futuro del Paese. L'intervista a David Pontes, direttore di O Publico, uno dei principali quotidiani nazionali
Il Portogallo al bivio: il ballottaggio per le presidenziali è un referendum sulla svolta a destra trumpiana. “Questo voto ci dirà dove va il Paese”
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Il ballottaggio di domenica 8 febbraio che opporrà il candidato socialista Antònio José Seguro e il leader del partito di estrema destra Chega André Ventura non stabilirà solo chi sarà il sesto presidente della repubblica del Portogallo dal 1976 a oggi e succederà a Marcelo Rebelo de Sousa, ma fornirà un quadro reale sulla solidità della democrazia in questa nazione all’estremità sudoccidentale dell’Europa. Anche in Portogallo soffia infatti il vento del pensiero trumpiano e dello spirito reazionario che vuole picconare i capisaldi delle democrazie. Anche in Portogallo la questione dell’immigrazione domina il dibattito politico, con l’aggravante che da queste parti non ci sono le emergenze di altre nazioni: quaggiù si arriva con l’aereo e con il passaporto. L’Atlantico, con la sua forza distruttiva, non consente sbarchi su navi di fortuna. Proprio una questione legata all’oceano e al clima, la posizione anomala dell’anticiclone delle Azzorre che ha permesso ai cicloni di non trovare opposizione e di scatenare la loro forza distruttrice, ha condizionato l’ultima settimana di campagna elettorale. Piove senza tregua da Natale, ma nelle ultime tre settimane il paese è stato travolto da quattro tempeste, in particolare quella ribattezzata Kristin, che hanno devastato le zone centrali. Il disastro, i ritardi nei soccorsi, la mancanza di un piano di emergenza e le falle complessive del sistema di protezione hanno scosso la popolazione e sono diventati l’ultimo terreno di scontro tra i due candidati. Ventura ha chiesto un rinvio del voto, ma secondo la costituzione questo può avvenire solo in caso di un’emergenza nazionale. Le urne slitteranno solo in alcune aree dove la situazione permane disastrosa – mancano luce e le strade sono impraticabili perché il livello dell’acqua è ancora alto -, ma nel resto del Portogallo si svolgeranno regolarmente. Seguro, in netto vantaggio secondo i sondaggi, ha lanciato invece appelli contro l’astensionismo: è il suo incubo, scrivono i giornali.

David Pontes è dal 1° giugno 2023 il direttore di O Pùblico, giornale fondato nel 1990, di vocazione filoeuropea e di area progressista. Insieme a Expresso e Diario de Noticias, è il quotidiano più importante del Portogallo. In questo colloquio con Pontes, il punto sulle elezioni presidenziali dell’8 febbraio.

Direttore Pontes, qual è il significato di questo ballottaggio?
Considerato che i numeri indicano con chiarezza che Seguro dovrebbe vincere, sarà interessante verificare l’entità dei consensi a favore di Ventura. I voti che riceverà il leader di Chega indicheranno la temperatura del Portogallo nella sua sterzata populista. Sarà un banco di prova anche per il governo conservatore di Luìs Montenegro. Ventura potrebbe sorpassare i numeri dell’attuale coalizione, rendere più forte la destra reazionaria e quindi mettere in difficoltà l’attuale esecutivo.

Tradotto, Ventura potrebbe perdere la partita della presidenza della Repubblica, ma vincere quella della politica.
Esatto. Se supererà il trenta per cento dei consensi, sarà un perdente di successo. Questo voto, non ci nascondiamo, non eleggerà solo il nuovo presidente, ma ci dirà da che parte sta andando il Portogallo.

Gli slogan di Ventura richiamano quelli che in Italia sono da tempo un totem della destra: prima i portoghesi.
La questione dell’immigrazione domina la scena politica portoghese da diversi anni. Su questo terreno, Ventura ha costruito le sue fortune.

Eppure, in Portogallo non c’è un’emergenza come quella che ha riguardato altre nazioni europee.
In Portogallo c’è un problema serio: il razzismo.

L’editoriale di O Pùblico dal titolo “Kristin mostrò quello che già sapevamo”, pubblicato il 6 febbraio, mette in evidenza che in Portogallo c’è una questione importante che incide nell’economia e nella gestione del paese: la mancanza di manodopera. La risoluzione del problema passa attraverso l’immigrazione.
Esatto, proprio così. Bisogna capire che l’immigrazione è una risorsa. Va gestita bene. La manodopera deve essere qualificata e per farlo, bisogna creare corsi di formazione. Gli immigrati devono avere contratti di lavoro regolari e abitazioni dignitose. La linea politica di Chega non è solo xenofoba, ma anche dannosa sul piano economico.

Dove ha sbagliato la sinistra che ha governato questo paese per dieci anni?
L’errore è stato quello di non gestire bene il tema dell’immigrazione e di non capire che trascurarlo ha fatto il gioco del populismo dell’estrema destra. Ora però i socialisti si sono resi contro di aver sbagliato e stanno proponendo una serie di misure.

Anche Ventura guarda a Trump come altri leader della destra europea?
Ventura è un ammiratore di Trump e ha cercato di essere presente alla cerimonia del secondo insediamento. Non ci è riuscito perché Chega non è ancora un partito di grandi dimensioni. In questa campagna elettorale, non si è parlato di politica internazionale, ma il silenzio di Ventura è un silenzio di comodo. Trump è una delle sue stelle polari.

Anche in Portogallo la grande tentazione della destra è quella di modificare la Costituzione per restringere gli spazi di libertà?
Anche da noi è così. Attenzione, Ventura è laureato in giurisprudenza, conosce bene la materia e sa come muoversi, ma la tentazione è quella.

Seguro, in caso di successo, potrà rivelarsi un buon presidente?
Seguro ha dimostrato nella campagna elettorale di essere credibile e credo che abbia la capacità di essere un buon presidente, nel rispetto delle sue funzioni. Ha dimostrato di avere a cuore le due reali urgenze del Portogallo: la tenuta del servizio sanitario, l’emergenza degli alloggi. Va però sempre ricordato che in un sistema semipresidenziale, i poteri di un presidente sono limitati.

Nel dibattito televisivo curato dalla Cnn portoghese Ventura ha invece puntato sulla demonizzazione dell’avversario.
E’ lo stile-Ventura, non è una novità.

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