La differenza tra discesa e Super G, il rischio inforcata in slalom: ecco lo sci alpino, disciplina regina dei Giochi invernali
Lo sci alpino è la disciplina regina delle Olimpiadi Invernali. È nato nella seconda metà del XIX secolo su iniziativa del norvegese Sondre Norheim, che sviluppò i primi sci curvi ed elaborò la tecnica Telemark per scendere a valle. A differenza degli sci da fondo, il tallone viene bloccato per avere stabilità, lo sci è più largo ed è dotato di una lamina su entrambi i lati che permette di curvare. La regola base dello sci alpino è scendere lungo pendii innevati nel minor tempo possibile. Nelle specialità “veloci”, discesa e super G, gli atleti affrontano una sola manche e chi completa il percorso nel minor tempo vince. In quelle “tecniche”, slalom e gigante, le discese sono due e la somma dei tempi dà il vincitore. Infine, nella neonata combinata mista a squadre un atleta affronta la discesa e un altro lo slalom e si sommano i tempi.
Lo sci alpino ha debuttato alle Olimpiadi Invernali nel 1936 a Garmisch (Germania) e non è più uscito dal programma olimpico. La discesa è la specialità più veloce e lunga. Si affrontano poche curve e alcuni salti di decine di metri. Il Super G presenta curve tecniche che diminuiscono la velocità e non sono consentite le prove cronometrate, tipiche della discesa. Gli atleti studiano il percorso solo in una ricognizione prima di fare la gara. Il Super G è stato introdotto nel 1982 ed è entrato nel programma olimpico a Calgary 1988, mentre la discesa vi fa parte fin da Saint Moritz 1948.
Nello stesso anno è stato inserito anche lo slalom, la specialità più tecnica. Lo slalom è la gara più breve, ma più insidiosa dello sci alpino. È l’unica che non ha porte a delimitare il tracciato, ma paletti. L’evento si disputa su due manche e, data la vicinanza dei paletti e la necessità di passarci il più attaccato possibile, è la specialità in cui è più probabile che un atleta non termini la prova. L’errore tipico è l’inforcata, ossia passare con uno sci all’interno del paletto anziché all’esterno.
La gara più completa dello sci alpino è il gigante, con due manche disputate lo stesso giorno. Introdotto nel programma olimpico a Oslo 1952, abbina velocità e tecnica. Gli atleti affrontano pieghe verso destra e sinistra in alternanza. È più veloce dello slalom perché le curve hanno un raggio più ampio ed è più tecnico del Super G perché le porte sono più vicine tra loro.
Lo sci alpino è sport nazionale in Austria e in Svizzera. Non a caso questi due Paesi occupano la prima e la seconda posizione nel medagliere olimpico all time. L’Italia è quinta e nella sua storia ha avuto diversi campioni. Il più celebre è Alberto Tomba, l’azzurro più titolato nella disciplina con tre ori e due argenti alle Olimpiadi, due ori e due bronzi ai Mondiali e 50 vittorie in Coppa del Mondo. Al femminile, la stella è Deborah Compagnoni, unica atleta di sci alpino uomo o donna capace di vincere tre ori in tre edizioni diverse dei Giochi. Il primo titolo olimpico azzurro è stato firmato da Zeno Colò nella discesa di Oslo 1952. L’ultimo da Sofia Goggia a Pyeongchang 2018. Un’altra campionessa di oggi è Federica Brignone, due volte vincitrice della Coppa del Mondo e tre volte medagliata alle Olimpiadi.