Dazi Usa per i Paesi che comprano petrolio dall’Iran. Il ministro di Teheran: “Pronti ad accordo ma sul programma missilistico non si negozia”
Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che offre alla Casa Bianca la possibilità di imporre dazi fino al 25% su tutti i beni importati negli Stati Uniti dai Paesi che continuano a commerciare con l’Iran, in particolare quelli che acquistano petrolio dalla Repubblica Islamica. La decisione, che punta a esercitare una forte pressione economica su Teheran, è parte della strategia dell’amministrazione Usa per fermare lo sviluppo del programma nucleare iraniano. Il tycoon nella notte italiana ha detto che “l’Iran vuole un accordo” e ulteriori colloqui si terranno la prossima settimana. Una conferma molto parziale è arrivata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi che si è detto pronto a raggiungere un accordo “rassicurante” con gli Stati Uniti ma ha specificato, secondo dichiarazioni rilanciate sul suo canale Telegram, che il programma missilistico balistico del suo Paese “non potrà mai essere negoziato” e “l‘arricchimento è un nostro diritto” e “deve continuare”.
L’ordine esecutivo di Trump fornisce una base legale per l’applicazione delle tariffe, che entreranno in vigore solo dopo che il Dipartimento del Commercio, in consultazione con il Dipartimento di Stato, avrà identificato i Paesi e le aziende coinvolte negli scambi di petrolio iraniano. Potranno essere colpiti i beni provenienti da qualsiasi Paese che “acquisti, importi o acquisisca in altro modo beni o servizi dall’Iran”, direttamente o indirettamente.
La mossa arriva appunto in un contesto di rinnovate tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran, con Trump che ha più volte ribadito la sua determinazione a impedire che Teheran sviluppi armi nucleari. Il futuro delle trattative per un accordo nucleare con l’Iran rimane incerto. Trump sembra voler lasciare aperta una porta alla diplomazia, pur insistendo sulla necessità di una riforma sostanziale dell’accordo sul nucleare iraniano del 2015, che considera inadeguato per fermare le ambizioni atomiche di Teheran. Resta da vedere se la pressione economica e diplomatica sarà sufficiente.