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La Spagna valuta un’imposta minima del 2% sui grandi patrimoni sul modello della tassa Zucman: “Oltre 5 miliardi di gettito”

Il ministro spagnolo del Consumo, dei diritti sociali e dell’agenda 2030, Pablo Bustinduy, ha incontrato l'economista francese. Le entrate potrebbero finanziare un assegno universale per sradicare la povertà infantile
La Spagna valuta un’imposta minima del 2% sui grandi patrimoni sul modello della tassa Zucman: “Oltre 5 miliardi di gettito”
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Il governo spagnolo valuta l’introduzione di un’imposta sui grandi patrimoni sul modello della “tassa Zucman“: un’aliquota del 2% annuo sui patrimoni superiori ai 100 milioni di euro. Che potrebbe garantire fino a 5,2 miliardi di euro di entrate annue da utilizzare per il rafforzamento dello Stato sociale. Per esempio la povertà infantile potrebbe essere eradicata finanziando un assegno universale per l’assistenza all’infanzia, ha spiegato il ministro spagnolo del Consumo, dei diritti sociali e dell’agenda 2030, Pablo Bustinduy, alla fine di una visita ufficiale a Parigi durante la quale ha incontrato l’economista Gabriel Zucman. Che teorizza la necessità di tassare i super ricchi per superare l’attuale regressività dei sistemi dei paesi ricchi per cui la fascia più benestante paga un’aliquota media inferiore a quella applicata a chi sta nelle fasce più basse della piramide: una proposta discussa anche al G20. “Zucman e il suo team hanno il nostro Paese come alleato e faremo sicuramente tutto il possibile per far progredire questo dibattito “, ha detto.

“Da parte nostra, abbiamo sottolineato come iniziative come l’Assegno Universale per i Figli richiedano, appunto, di essere accompagnate da una tassazione equa che superi i limiti dell’attuale modello fiscale, che fa sì che i ricchi paghino meno del cittadino medio”, si legge nella nota di Bustinduy. Che ha incontrato anche Mary Beth Goodman, Vice Segretario Generale dell’Ocse, per discutere “diversi ambiti di cooperazione e sostegno con il governo spagnolo”. Bustinduy ha proposto poi di collaborare alla regolamentazione dello sviluppo di algoritmi per la definizione di prezzi dinamici o personalizzati, nonché alla tutela dei consumatori vulnerabili nell’ambiente digitale: “Crediamo che la Spagna possa essere un leader, che questo lavoro svolto in Spagna attraverso la cooperazione e la collaborazione internazionale possa essere esteso per garantire che nelle nostre democrazie riprendiamo il controllo sugli algoritmi che determinano gran parte della vita pubblica, economica e sociale. E vogliamo che la Spagna sia un leader nella difesa della governance democratica degli spazi digitali”.

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