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Stellantis, la sterzata sull’elettrico costa 22 miliardi nel 2025: stop al dividendo e titolo giù a Piazza affari

Con la nuova strategia cancellati modelli e programmi green. Perdita nel secondo semestre dell'anno scorso tra i 19 e i 21 miliardi di euro. Il titolo, che non riesce a scambiare in avvio di contrattazioni, segna un ribasso del 14,4%
Stellantis, la sterzata sull’elettrico costa 22 miliardi nel 2025: stop al dividendo e titolo giù a Piazza affari
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Stellantis non fa prezzo a Piazza Affari dopo che il gruppo automobilistico ha annunciato un cambio di strategia sull’elettrico con 22 miliardi di euro, in oneri, nel 2025. La sterzata ha provocato una perdita nel secondo semestre tra i 19 e i 21 miliardi di euro, accompagnata dalla sospensione del dividendo nel 2026 e dall’emissione di 5 miliardi di bond ibridi perpetui non convertibili. Il titolo, che non riesce a scambiare in avvio di contrattazioni, è stato travolto dalle vendite a Piazza Affari, dopo l’annuncio del cambio di rotta, cedendo il 14,4%.

Il costo del cambio di strategia sull’elettrico: 22,5 miliardi

22,2 miliardi di euro è il costo del riposizionamento dell’azienda sull’elettrico: la nuova strategia ha portato, infatti, alla cancellazione di modelli e programmi giudicati con poche prospettive di redditività. I risultati finanziari preliminari per il secondo semestre 2025 evidenziano un miglioramento dei ricavi netti e del free cash flow industriale. A causa della perdita netta 2025 non saranno distribuiti dividendi. Il consiglio di amministrazione ha anche autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili. Queste misure “contribuiranno a preservare una struttura patrimoniale e di liquidità robuste, mentre l’azienda è al lavoro per riportare il business a una generazione di free cash flow industriale positiva”. La liquidità industriale disponibile chiude il 2025 a circa 46 miliardi, corrispondenti a un rapporto del 30% sui ricavi netti dell’anno, ovvero il livello più elevato dell’intervallo target del 25-30% definito dall’azienda.

L’ad Antonio Filosa: “Sovrastimata la rapidità della transizione energetica, colmeremo i gap del passato”

L’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, attribuisce il costo alle stime errate sui tempi della transizione energetica, più lenti del previsto: “Gli oneri annunciati oggi riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture. Riflettono inoltre l’impatto delle criticità pregresse, che il nostro nuovo team sta progressivamente gestendo”. Filosa sembra attribuire responsabilità di scelte sbagliate alla passata gestione affidata targata Carlos Tavares: “La risposta positiva dei clienti alle nostre iniziative di prodotto nel 2025 si è tradotta in un aumento degli ordini e in un ritorno alla crescita dei ricavi. Nel 2026, la nostra attenzione incrollabile sarà rivolta a colmare i gap di esecuzione del passato, così da dare ulteriore impulso ai primi segnali di rinnovata crescita

Prorogata la chiusura dello stabilimento di Cassino

Lo stabilimento Stellantis Cassino Plant ha prorogato la chiusura degli impianti, annunciando ai sindacati che le attività lavorative in Lastratura ed Verniciatura riprenderanno a pieno regime solo dal prossimo 16 febbraio. Due giorni in più di stop per il Montaggio che riprenderà dal giorno 18 febbraio. Lo stabilimento di Piedimonte San Germano, nel sud della provincia di Frosinone, è fermo dal 30 gennaio per l’assenza di ordini sulle Alfa Romeo Giulia e Stelvio e sulla Maserati Grecale prodotte nell’impianto. Doveva trattarsi di una sola settimana di stop con la ripresa delle attività da lunedì prossimo. Secondo il sindacato Uilm-Uil, nel 2026 si potrebbe superare il record negativo registrato nel 2025, quando le giornate di fermo produttivo sono state superiori a quelle lavorate, scendendo sotto gli 85 giorni di produzione effettiva lavorati.

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