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Accoglienza migranti, indagato il capo della Direzione centrale Immigrazione del Viminale: “Turbativa d’asta”

Nell’inchiesta della Procura europea di Roma risulta iscritto anche l’attuale vice prefetto vicario di Rieti, Luisa Cortesi, e un’imprenditrice che avrebbe percepito retribuzioni mensili tra gli 8 e i 10mila euro
Accoglienza migranti, indagato il capo della Direzione centrale Immigrazione del Viminale: “Turbativa d’asta”
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Il governo Meloni lo aveva nominato nel Consiglio dei ministri del 14 luglio 2025. Oggi Gennaro Capo, direttore della Direzione centrale dei servizi per l’immigrazione e l’asilo del ministero dell’Interno, è indagato in un’inchiesta della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura europea di Roma (Eppo) su alcune presunte irregolarità nei bandi della prefettura di Rieti per l’accoglienza dei migranti. Nominato Prefetto nel 2017, Capo ha ricoperto l’incarico a Oristano dal 2018 al 2021, poi è stato a Rieti fino al 2023, quindi a Viterbo fino al 27 luglio 2025. Nell’inchiesta sono sei gli indagati che devono rispondere, a vario titolo, di turbata libertà degli incanti. Le contestazioni a Capo, secondo quanto si apprende, riguardano fatti relativi a quando era prefetto di Rieti, tra il 2021 e il novembre del 2023.

Nell’inchiesta risulta indagato anche l’attuale vice prefetto vicario di Rieti, Luisa Cortesi, e un’imprenditrice, Agostina Mollichella che – sempre secondo la Gdf e la procura – avrebbe percepito retribuzioni mensili tra gli 8 e i 10mila euro. Secondo le indagini, la prefettura del capoluogo reatino avrebbe affidato a due cooperative (la ‘Tesa’ prima e la ‘Montasola’ poi) riconducibili alla stessa persona, fondi per circa 1,6 milioni di euro per l’accoglienza di migranti e richiedenti asilo in assenza dei requisiti richiesti dalle norme, come un minimo di 3 anni di attività nello stesso settore o la mancata presentazione dei bilanci.

Gli accertamenti compiuti dalle Fiamme gialle hanno anche ricostruito come venivano usati i fondi europei, finiti nelle casse delle cooperative oggetto delle indagini: parte degli 1,6 milioni di euro incassati, secondo gli investigatori, sarebbero stati infatti malversati per scopi diversi da quelli riconducibili alle attività per le quali le coop erano chiamate ad operare, come l’acquisto di beni personali e il pagamento di vacanze. I militari della Guardia di Finanza hanno eseguito una serie di perquisizioni e acquisizioni di documenti e hanno notificato una serie di avvisi di comparizione davanti ai pm di Eppo.

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