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Il piffero di montagna Salvini e Vannacci l’incursore: chi frega chi con la scissione? | L’analisi

La commedia è finita secondo le previsioni: il generale ingrato ora deve provare a chiudere il salto carpiato, l'altro è andato per suonare ed è stato suonato
Il piffero di montagna Salvini e Vannacci l’incursore: chi frega chi con la scissione? | L’analisi
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Lui: “Ingrato!”. L’altro: “Il traditore sei tu!”.

Chi frega chi? Decidere chi tra Matteo Salvini, il capitano della Lega, e Roberto Vannacci, l’incursore del Col Moschin, abbia avuto la peggio è questione decisamente aperta. La faccenda si fa seria e trova la sua radice quadrata, la ragion pura del dissidio, nel grande slam dell’irriconoscenza.

C’è stata scaltrezza nell’acchiappare al volo il generale scrittore, l’autore de “Il mondo al contrario”, il libro campione d’incassi, nuova voce della società nascosta che ha voglia di più destra, più di quanto perfino Giorgia Meloni possa offrirgliene?

“Attento che ti frega”, dissero a Matteo i colonnelli capricciosi, in prima fila i governatori del Nord sempre più allergici alla linea di comando. Ma lui replicò esibendo i risultati elettorali e obbligando tutti al silenzio: il partito, grazie a Vannacci ingaggiato in zona Cesarini, aveva ottenuto quasi il 9 per cento, l’8,97 per la precisione. Silenzio in sala, infatti. Per soprammercato, intuito che il filone vannacciano era in quelle settimane come la pizza margherita, pietanza popolare a buon prezzo, il paracadutista della Folgore venne lanciato a Pontida e nominato sul campo per meriti straordinari vicesegretario.

“Io non tradisco, io conosco la lealtà” disse lui chiamato a sedare l’ansia leghista proprio nel pratone verde: un giuramento contro i fastidiosi refoli di vento sul voltafaccia in arrivo.

La commedia è finita nei tempi attesi e secondo le previsioni della vigilia. Vannacci, ovvero l’ingrato, ora deve provare a finire in piedi il salto carpiato e augurarsi di non finire, come ci ricorda la filastrocca, giù per terra.

Poi, vero, c’è Matteo: per adesso ha fatto la figura di quei pifferi di montagna che andarono per suonare e vennero suonati.

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