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Chi seguirà il generale nel nuovo partito dopo l’addio al Carroccio? Ecco i “vannacciani”: tre leghisti fedelissimi, più un ex Fdi

I possibili movimenti a Montecitorio dopo la rottura di Vannacci con il partito di Salvini e il lancio di Futuro Nazionale. Occhi puntati su Furgiuele, Sasso, Ziello e Pozzolo
Chi seguirà il generale nel nuovo partito dopo l’addio al Carroccio? Ecco i “vannacciani”: tre leghisti fedelissimi, più un ex Fdi
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L’ufficializzazione del divorzio tra Roberto Vannacci e la Lega e il lancio del suo nuovo movimento Futuro Nazionale (che da simbolo diventa oggi a tutti gli effetti un soggetto politico) apre un altro fronte interno al Carroccio. Nel partito di Matteo Salvini, infatti, in tanti si chiedono che cosa faranno adesso i tre parlamentari “vannacciani“. Domenico Furgiuele, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello sono considerati dei fedelissimi del generale: negli ultimi mesi l’avvicinamento alle posizioni di Vannacci, infatti, è stato sempre più evidente ed esplicito. Se dovessero seguire le orme dell’europarlamentare, Futuro Nazionale potrebbe già contare su tre deputati. E a questi potrebbe aggiungersi un quarto: l’ex Fratelli d’Italia oggi nel Gruppo misto, Emanuele Pozzolo, cacciato dal partito di Giorgia Meloni dopo la nota vicenda dello sparo di capodanno. Una formazione che è pronta a schierarsi all’estrema destra, staccando Lega e Fdi. Con tutti i dubbi sul posizionamento: dentro o fuori dalla maggioranza?

Edoardo Ziello, ex assessore di Ceccardi

Edoardo Ziello e Rossano Sasso hanno messo in evidenza la loro posizione lo scorso 15 gennaio quando si sono smarcati dalla risoluzione di maggioranza sulla proroga dell’invio di armi all’Ucraina. I due leghisti hanno votato contro nonostante l’accordo raggiunto tra Meloni e Salvini. “Sono in piena sintonia con il generale Roberto Vannacci”, scriveva Ziello sui social il 29 dicembre scorso, postando le parole del parà sul decreto Ucraina tanto contestato e anticipando la sua contrarietà. Trentatreenne pisano, Ziello ha aderito alla Lega nel 2013 e due anni dopo viene eletto segretario provinciale del Movimento giovani padani. Nel 2016 è eletto consigliere comunale a Cascina e viene nominato dalla sindaca Susanna Ceccardi assessore al Welfare. Approda in Parlamento nel 2018 candidato alla Camera nel collegio uninominale e viene rieletto nel 2022. È stato anche assessore speciale alla sicurezza urbana del comune di Pisa con la giunta di centrodestra presieduta da Michele Conti.

Rossano Sasso, il pugliese contro l’islamizzazione delle scuole

Anche Sasso ha votato no alla risoluzione. Cinquantenne pugliese, è entrato a Montecitorio con la Lega nel 2018 e nel governo Draghi ha ricoperto il ruolo di sottosegretario all’Istruzione. Oggi è capogruppo del Carroccio in commissione scuola. Negli anni si è distinto per le sue battaglie contro le “teorie gender“, contro l’educazione sessuale per gli alunni più piccoli e “l’islamizzazione delle scuole”. Nel 2018 organizzò un flash mob tra i lidi di Castellaneta Marina, in provincia di Taranto, contro un marocchino accusato di aver violentato una minorenne su una spiaggia. Sasso lo definì un “bastardo irregolare”. Durante il processo però emersero delle contraddizioni da parte della presunta vittima e del suo fidanzato e il 31enne venne assolto (dopo avere trascorso quattro mesi in cella) con formula piena “perché il fatto non sussiste”. “Non ho ancora deciso. Non è facile per me”, commenta il deputato in Transatlantico dopo l’annuncio di Vannacci. “Sono e resto eternamente grato a Salvini per la fiducia riposta nei miei confronti. Sto riflettendo, non è semplice, speravo che alla fine si riuscisse ad evitare la frattura”, aggiunge.

Domenico Furgiuele e la conferenza di CasaPound

Calabrese classe 1983 e deputato della Lega dal 2018, Domenico Furgiuele non ha votato la risoluzione sulle armi a Kiev perché assente. Anche lui è considerato un fedelissimo di Vannacci. Per Furgiuele, nel febbraio del 2022, la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha chiesto il processo con l’accusa di turbativa d’asta in concorso nell’ambito dell’inchiesta “Waterfront”, su presunti illeciti in una serie di gare d’appalto bandite da amministrazioni pubbliche del Reggino. Il processo è attualmente in corso. Il deputato è stato anche recentemente al centro della polemica per la conferenza stampa saltata alla Camera del “Comitato Remigrazione e Riconquista”, di cui fa parte CasaPound. Una conferenza richiesta proprio da Furgiuele. A esprimergli solidarietà e sostegno era stato lo stesso Vannacci. Furgiuele nel 2024 è stato espulso dall’Aula di Montecitorio per aver fatto la croce della X Mas.

Emanuele Pozzolo, dallo sparo al Gruppo Misto

Ai tre leghisti potrebbe aggiungersi anche l’ex Fdi Emanuele Pozzolo. Anche lui ha votato contro la risoluzione della maggioranza. Il 40enne di Vercelli ha un passato nella Lega. Eletto alla Camera nel 2022 con Fratelli d’Italia ne esce in malo modo dopo il caso dello sparo di Capodanno che lo ha coinvolto. A fine ottobre 2025 per quel caso è stato condannato a un anno e tre mesi per porto d’arma abusivo. Attualmente nel Gruppo Misto, Pozzolo potrebbe aderire a Futuro Nazionale. Il 10 dicembre scorso si è intrattenuto a lungo a parlare con l’allora vicesegretario della Lega tra la buvette e il Transatlantico della Camera: “Ci parliamo sulla base di idee”, “c’è una comunanza di visioni con molte posizioni del generale”, aveva commentato ai giornalisti. Adesso gli occhi dei partiti di maggioranza sono puntati su di lui e sui tre leghisti, per capire i loro prossimi passi.

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