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“Chi ha pestato il poliziotto vota No al referendum”: il surreale post del comitato del Sì sui fatti di Torino

Il Comitato "Sì Riforma" (voluto dal sottosegretario Mantovano) propone un originale accostamento tra la riforma Nordio e i "delinquenti", ancora non individuati ma iscritti d'ufficio alla schiera dei contrari
“Chi ha pestato il poliziotto vota No al referendum”: il surreale post del comitato del Sì sui fatti di Torino
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I responsabili del pestaggio all’agente di polizia a Torinovotano No” al referendum sulla riforma Nordio. Ne è sicuro il comitato per il Sì ispirato dal governo, che sui social propone un surreale accostamento tra le violenze alla manifestazione di sabato contro lo sgombero del centro sociale Askatasunaoltre cento i feriti tra le forze dell’ordine – e chi si oppone alla legge costituzionale voluta dal ministro della Giustizia. “Se sei per il Sì sei un poco di buono e magari anche pregiudicato, è la tesi propagandata. Quel che è certo è che per il No ci sono anche i delinquenti che ieri hanno aggredito in branco un poliziotto a Torino, prendendolo a martellate, pugni e calci in testa”, si legge nel post del comitato “Sì Riforma”, voluto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, con l’ex direttore del Giornale Alessandro Sallusti come responsabile della comunicazione.

A ispirare l’ardito parallelo l’editoriale di domenica di Marco Travaglio sul Fatto, intitolato “Incensurati per il No“: “La cosa più triste è che queste persone violente probabilmente sono a oggi davvero incensurate (dando così ragione a Travaglio). Sono violenti, delinquenti e, per ora, incensurati per il No. Noi votiamo Sì”, prosegue il post. E conclude: “Solidarietà e vicinanza a tutte le forze dell’ordine ferite durante lo svolgimento del loro servizio. Grazie per quello che fate!”. In realtà i responsabili dell’aggressione non sono stati ancora identificati e non c’è alcuna prova del loro orientamento referendario (ammesso che ne abbiano uno e siano cittadini italiani): difficile, dunque, iscriverli d’ufficio alla schiera dei contrari. Di certo però il rapporto tra la magistratura e l’antagonismo torinese (a partire dal Movimento No Tav) non è esattamente idilliaco: basta rileggere le parole pronunciate proprio sabato, all’inaugurazione dell’anno giudiziario,dalla procuratrice generale del Piemonte Lucia Musti, che ha parlato di una città “sotto scacco di pochi ma violenti facinorosi“, verso i quali un'”area grigia di matrice colta e borghese” avrebbe una “benevola tolleranza“. Ma in campagna referendaria tutto fa brodo.

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