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“Sinner mi ha scritto un messaggio dopo ogni prova a Kiztbuhel”: Franzoni racconta come è nato il loro rapporto

Il 25enne sciatore italiano sta vivendo dei mesi da sogno e ora punta alla medaglia alle Olimpiadi. Da piccolo in una gara era arrivato 4 secondi dietro al tennista
“Sinner mi ha scritto un messaggio dopo ogni prova a Kiztbuhel”: Franzoni racconta come è nato il loro rapporto
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Sinner mi ha scritto un messaggio dopo ogni prova cronometrata a Kiztbuhel, dandomi un’enorme motivazione, e poi mi ha mandato i complimenti dopo la vittoria“. Giovanni Franzoni oggi è la grande speranza dell’Italia ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026, ha vinto il superG a Wengen, ma soprattutto ha trionfato in discesa a Kitzbuhel, su una delle piste più difficili e pericolose del mondo. Insomma, l’anno in corso è stato quello della sua esplosione nello sci.

C’è stato però un periodo – o meglio, una gara nello specifico (a San Sicario, nel 2009) – in cui prendeva quattro secondi da Jannik Sinner, che ha poi scelto il tennis e oggi è il numero due al mondo. I due sono coetanei (24 anni) e lo stesso Franzoni – nel corso di un’intervista a La Gazzetta dello Sport – ha raccontato il suo rapporto con Sinner, soprattutto da quando si è diffusa la curiosa storia citata della gara da sci nella categoria Junior.

“Sarò sincero, se non le avessero riproposte i giornali, non mi sarebbero mai venute in mente. Non ho una grande memoria e poi a quell’epoca ero veramente scarso e quindi più che agli avversari dovevo pensare a me stesso. Ma quando la storia è uscita di nuovo, ci siamo messi in contatto su Instagram“, ha rivelato Franzoni, a proposito del campione italiano di tennis, fresco di eliminazione in semifinale agli Australian Open. “Non sapete quale onore sia e quanto mi renda felice essere apprezzato da uno dei più grandi campioni di quest’epoca”.

Sperava di diventare un campione tra i pali stretti dello slalom, oggi è un astro nascente della velocità. “Quando ho cominciato a sciare avrei voluto diventare un campione di slalom. Ma quando provi la velocità per la prima volta, è una sensazione che non ti abbandona più, ti dà qualcosa che ti resta dentro per sempre. Io a 150 km all’ora mi sento completamente libero”.

Lo sta dimostrando in questi mesi, periodo in cui ha trovato il suo primo podio in Val Gardena e conquistato anche il superG di Wengen, dove nel gennaio 2023 arrivò un terribile infortunio che ne frenò l’ascesa tra i big. Due tendini rotti e un’operazione chirurgica. A distanza di due anni – su quella pista – il trionfo che lo ha lanciato tra i grandi. Poi il capolavoro in discesa a Kitzbuhel. Due successi in due delle piste più iconiche del circuito sciistico. La terza è Bormio, dove il 7 febbraio alle Olimpiadi si assegna l’oro nella gara più attesa, la discesa libera. E dove Franzoni cerca – questa volta sì – la definitiva consacrazione.

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