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La Mercedes fa paura, la Ferrari appare solida, Newey già sorprende: come sono andati i primi test della nuova Formula 1

Le sensazioni dopo lo shakedown di Barcellona: Russell e Antonelli i più contenti, anche se il miglior tempo è di Hamilton. Red Bull e McLaren ancora indecifrabili, Audi e Cadillac già indietro
La Mercedes fa paura, la Ferrari appare solida, Newey già sorprende: come sono andati i primi test della nuova Formula 1
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Una Mercedes che spaventa, una Ferrari solida (col crono più basso dei test), Red Bull e McLaren affidabili ma rimandate al Bahrain assieme all’Aston Martin. Lo shakedown di Barcellona dice proprio questo, con una premessa: nessun team ha cercato la prestazione pura in Catalogna, ma piuttosto — come già paventato dal team principal Frédéric Vasseur— ha messo sotto pressione le power unit di nuova generazione (50% elettriche e 50% termiche) studiando al meglio i sistemi: dalle sospensioni attive all’impianto di ricarica frenante.

Il team delle Frecce d’Argento, che ha finito di girare giovedì, è tornato a casa con la sensazione di una macchina completa, capace di girare senza nessun particolare problema per un totale di 500 giri in tre giorni. Giovedì il long run era stato lungo 168 giri, nel pomeriggio poi George Russell si era permesso anche di realizzare il crono più basso di giornata in 1’16’’445, seguito da Andrea Kimi Antonelli (1’17’’081 di mattina). Dopo aver sperimentato medie e bianche, ha poi testato le Soft solo per vedere come rispondeva la vettura e la power unit alle alte velocità in curva. “Sicuramente andremo in Bahrain con grande fiducia e grandi speranze, perché è andata bene”, le parole del bolognese. Resta ora da capire come evolverà il caso motore legato al presunto rapporto di compressione più potente rispetto ad altri team — con Ferrari, Red Bull e Aston Martin imbufalite — anche se molto probabilmente si arriverà a un nulla di fatto.

Se Brackley sarà la principale forza di questo Mondiale lo si inizierà a capire proprio da Sakhir, nei test dall’11 al 13 e dal 18 al 20 febbraio, quando ci sarà anche la Williams, non scesa in pista a Barcellona per problemi di sovrappeso e di crash test falliti. Ci arriverà una Ferrari convincente, che dopo i 121 giri di martedì e i 174 di giovedì, ne ha compiuti a bizzeffe portando l’auto al limite: di mattina Charles Leclerc si è avvicinato al miglior crono dei test di Russell (in 1’16”653), nel pomeriggio Lewis Hamilton lo ha superato di un decimo (1’16″348), chiudendo col tempo più basso della cinque-giorni. Un tempo che non ha significato, ma che porterà sicuramente umore all’inglese, dopo un 2025 da incubo. Tanti i dati utili raccolti dai piloti e dal team, per affinare l’auto in vista di Sakhir, considerando che — rispetto agli altri top team come Mercedes e McLaren — Maranello è sceso in pista di martedì, quando due violenti scrosci avevano allagato la pista, iniziando a testare così il comportamento di full wet e intermedie. “Abbiamo spinto un po’ di più ed è stato bello, per sentire un po’ il limite di questa macchina e capirla meglio. Uno shakedown positivo”, sono le parole di un fiducioso Leclerc.

Non ha avuto problemi di power unit nemmeno la Red Bull, che però è stata distrutta nel posteriore da Isack Hadjar martedì, quando il pilota era finito contro le barriere dell’ultima curva. Il team ha dovuto così attendere i pezzi di ricambio dalla sede di Milton Keynes, girando poi nella giornata finale con Max Verstappen. Dopo un giovedì complicato — quando Oscar Piastri aveva completato solo 48 giri di mattina, prima di un problema al sistema di alimentazione — la McLaren ha girato senza problemi venerdì. “Abbiamo capito alcuni limiti tra motore e telaio rispetto al 2025”, le parole dell’australiano. Di Lando Norris il secondo tempo di giornata in 1’16″594.

Bellissima ma tutta da capire l’Aston Martin di Adrian Newey, scesa in pista oggi dopo averlo fatto giovedì solo a un’ora dalla fine di sessione. Lance Stroll aveva esordito al volante della AMR26, poi dopo pochi giri di installazione era rimasto fermo nell’ultimo settore per un problema tecnico. Venerdì, poi, Fernando Alonso ha girato per 61 volte. Il debutto della nuova macchina ha catturato l’attenzione di addetti ai lavori e tifosi per degli elementi sorprendenti, non portati finora da altre vetture, come il tirante dello sterzo o gli estesi bocchettoni di sfogo alle pance. Tra i team in difficoltà sicuramente l’Audi e la Cadillac, con diversi problemi tecnici, considerando che anche Haas si è fermata. Senza problemi invece l’Alpine e la Racing Bull. Tutti i verdetti veri, però, sono rimandati ai test di Sakhir.

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