La Svizzera usa le tasse per finanziare il riarmo: dal 2028 vuole aumentare l’Iva per dieci anni
La Svizzera è Paese neutrale, non è membro della Nato né dell’Ue e spende al momento solo lo 0,7% del Pil per la Difesa, che è meno della metà della media europea. La guerra in Ucraina e nuova postura degli Stati Uniti in tema di sicurezza dettata da quest’ultima amministrazione Trump hanno già indotto le autorità svizzere ad impegnarsi per portare la voce di spesa per la Difesa fino all’1% entro il 2032. Ma non basta: il Consiglio federale svizzero – cioè il governo – ha annunciato che a partire dal 2028 sarà imposto un aumento temporaneo (per 10 anni) dell’Iva di 0,8 punti percentuali, a partire dal 2028. Una decisione presa in un contesto geopolitico di tensioni crescenti, in cui anche Berna decide di aumentare le risorse per la Difesa e valuta che ci sia bisogno di risorse supplementari “pari a circa 31 miliardi di franchi, da destinare a organi civili che svolgono compiti di sicurezza e all’esercito” e per finanziare questa spesa ha calcolato u
L’annuncio è ufficiale, come riferiscono i media elvetici, e il Consiglio ha incaricato il Dipartimento federale della difesa di elaborare entro fine marzo un progetto da porre in consultazione, con un testo da trasmettere al Parlamento in autunno e una possibile votazione popolare nell’estate 2027 con il provvedimento – l’aumento dell’Iva appunto- che potrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2028. Secondo i piani del Consiglio federale, le ulteriori entrate nelle casse dello Stato sarebbero principalmente impiegate per finanziare l’armamento dell’esercito, a fronte soprattutto di un aumento dei prezzi – tra rincari e aumento della domanda – calcolati fino al 40%.
La proposta non arriva senza polemiche, con numerose forze politiche contrarie alla misura: l’Unione Democratica di Centro (Udc) per esempio, pur non essendo contraria al potenziamento di difesa e sicurezza, ritiene che ciò non possa gravare sui cittadini sottoforma di un aumento delle tasse. Così come il Partito Liberale Radicale ritiene che non si debba pesare sui contribuenti. Il partito più possibilista è Alleanza del Centro, mentre il Partito Socialista la ritiene una misura irresponsabile e i Verdi “assolutamente inaccettabile”.