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Caso Omerovic: un agente condannato, uno rinviato a giudizio per tortura

Il giudice per l'udienza preliminare ha deciso le sorti dei poliziotti coinvolti nel caso del 39enne precipitato dalla finestra durante un controllo. Assolta un'altra agente
Caso Omerovic: un agente condannato, uno rinviato a giudizio per tortura
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Una condanna, un’assoluzione e un rinvio a giudizio. Il caso di Hasib Omerovic, il 39enne precipitato dalla finestra il 25 luglio 2022 durante un’attività degli agenti del commissariato Primavalle nell’abitazione di via Gerolamo Aleandro a Roma, è arrivato a uno snodo importante. Il giudice per l’udienza preliminare di Roma ha deciso di mandare a processo il poliziotto Andrea Pellegrini, accusato di tortura e falso, ha condannato in abbreviato a un anno e 4 mesi l’agente Alessandro Sicuranza, accusato di falso, e assolto un’altra agente Maria Rosa Natale, anche lei accusata di falso.

Il processo contro Pellegrini – che venne anche messo ai domiciliari nel corso dell’inchiesta – inizierà il prossimo 2 novembre e il ministero dell’Interno sarà responsabile civile. Nel procedimento sono parti civili la famiglia di Omerovic, che a causa dei fatti ha trascorso otto mesi di ricovero in ospedale, e l’Associazione 21 luglio. Secondo il pm Stefano Luciani, durante l’attività di identificazione in casa di Omerovic “con il compimento di plurime e gravi condotte di violenza e minaccia, cagionava al 36enne un verificabile trauma psichico, in virtù del quale lo stesso precipitava nel vuoto dopo aver scavalcato il davanzale della finestra della stanza da letto nel tentativo di darsi alla fuga per sottrarsi alle condotte violente e minacciose in atto nei suoi confronti”.

Pellegrini è accusato anche di falso. In particolare, i poliziotti avrebbero falsamente attestato che l’intervento in via Girolamo Aleandro fosse “dipeso dall’essersi incrociati per strada lungo il tragitto e non, come realmente accaduto, da accordi telefonici previamente intercorsi”. Gli agenti avrebbero, inoltre, omesso “di indicare tutte le condotte poste in essere da Pellegrini all’interno dell’appartamento”.

Un altro poliziotto, Fabrizio Ferrari, che ha collaborato alle indagini e la cui posizione era stata stralciata, dopo l’ok della procura di Roma che ha riconosciuto le attenuanti generiche prevalenti sull’aggravante, ha patteggiato 11 mesi e sedici giorni. “La decisione del giudice per l’udienza preliminare è importante perché si è verificata l’esistenza di una serie di elementi a carico di Pellegrini che confermano un’istruttoria approfondita e senza lacune” afferma l’avvocato Arturo Salerni, legale di parte civile per l’Associazione 21 luglio.

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