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Bonus mamme lavoratrici, come chiedere il contributo che quest’anno sale a 720 euro

Non appena saranno aperte le finestre, potrà essere chiesto sul portale dell’Inps o attraverso il contact center. Entro il 31 gennaio le domande per il contributo nella precedente versione (40 euro al mese)
Bonus mamme lavoratrici, come chiedere il contributo che quest’anno sale a 720 euro
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La legge di Bilancio 2026 ha ufficialmente confermato il potenziamento del bonus mamme lavoratrici. L’importo mensile, che verrà erogato dall’Inps, passerà da 40 euro a 60 euro: il tetto massimo, quindi, aumenterà a 720 euro, contro i 480 euro del 2025.

Per ottenere il contributo è necessario presentare una domanda subito dopo la nascita del bambino, una volta che sia stato ottenuto il suo codice fiscale.

Quando fare domanda

Al momento non sono state aperte finestre specifiche per il 2026 per presentare la domanda sul portale dell’Inps. Nel caso in cui dovesse essere seguita la stessa prassi del 2025 – quando è stato previsto che la domanda venisse presentata entro il mese di dicembre – si può ritenere che la procedura si possa attivare verso la fine dell’anno e che il pagamento venga erogato in un’unica soluzione.

Quanti avessero maturato i requisiti per accedere al bonus mamme entro il 31 dicembre 2025, hanno tempo fino al 31 gennaio per presentare la domanda dell’anno precedente e ricevere il contributo entro la fine del mese di febbraio 2026.

Come deve essere presentata la domanda

Non appena saranno aperte le finestre, per ottenere il bonus mamme 2026 sarà necessario inoltrare la domanda telematicamente, attraverso i canali ufficiali: il portale dell’Inps, utilizzando le proprie credenziali digitali (Spid, Cie o Cns). In alternativa è possibile chiamare il contact center dell’Inps al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06.164164 se si chiama da cellulare.

In alternativa è possibile rivolgersi a un patronato autorizzato per ottenere l’assistenza gratuita necessaria per presentare la domanda.

Durata del beneficio in base al numero dei figli

La durata del bonus mamme è differenziata sulla base della composizione del nucleo familiare: la protezione economica si estende un po’ di più nel tempo nel momento in cui aumentano le responsabilità genitoriali. Per le donne lavoratrici con due figli, il contributo rimane valido fino a quando il figlio più piccolo compie dieci anni. È una finestra temporale che copre pienamente il periodo della scuola primaria: un arco di tempo nel quale i bambini hanno necessità di assistenza e i costi per il tempo pieno risultano essere maggiori. E anche perché le spese per le attività extra-scolastiche, generalmente, risultano essere più elevate.

Il bonus è più robusto per le famiglie nelle quali ci sono tre o più figli: il legislatore ha previsto che la misura rimanga attiva fino al raggiungimento del diciottesimo compleanno del figlio più giovane. Un’estensione del sussidio che lo trasforma in una misura di lungo periodo, in grado di accompagnare la madre lavoratrice nell’intero percorso di crescita dei figli (ossia fino al raggiungimento della maggiore età del più piccolo) contribuendo a ridurre l’impatto economico che la presenza di più minori ha sul reddito a disposizione.

Le altre agevolazioni per chi è appena diventata mamma

Le novità per le donne che diventeranno mamme nel corso del 2026 sono diverse: hanno come oggetto i bonus e i congedi. Il congedo parental si estende fino al compimento dei 14 anni del figlio e permette di assentarsi dal lavoro percependo sino all’80% della retribuzione per tre mesi, che scendono al 30% nel corso dei successivi 9 mesi. Viene confermato, inoltre, il bonus nuovi nati, che permette di ottenere un contributo una tantum da 1.000 euro e l’aumento dei giorni di malattia pagati.

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