Bonus mamme lavoratrici, come cambia il contributo nel 2026 e quando presentare la domanda
La legge di Bilancio 2026 ha ufficialmente confermato il potenziamento del bonus mamme lavoratrici. L’importo mensile, che verrà erogato dall’Inps, passerà da 40 euro a 60 euro: il tetto massimo, quindi, aumenterà a 720 euro, contro i 480 euro del 2025. Per ottenere il contributo è necessario presentare una domanda subito dopo la nascita del bambino, una volta che sia stato ottenuto il suo codice fiscale.
Quando fare domanda bonus mamma 2026?
Anche per il 2026 è stato confermato il bonus mamma, per il quale è stato previsto un aumento dell’importo mensile, che passerà a 60 euro dai 40 euro che erano previsti nel 2025. Al momento non sono state aperte delle finestre specifiche per il 2026 per presentare la domanda sul portale dell’Inps. Nel caso in cui dovesse essere seguita la stessa prassi del 2025 – quando è stato previsto che la domanda venisse presentata entro il mese di dicembre – si può ritenere che la procedura si possa attivare verso la fine dell’anno e che il pagamento venga erogato in un’unica soluzione.
Quanti avessero maturato i requisiti per accedere al bonus mamme entro il 31 dicembre 2025, hanno tempo fino al 31 gennaio 2026 per presentare la domanda dell’anno precedente e ricevere il contributo entro la fine del mese di febbraio 2026.
Come deve essere presentata la domanda
Non appena saranno aperte le finestre, per ottenere il bonus mamme 2026 sarà necessario inoltrare la domanda telematicamente, attraverso i canali ufficiali: il portale dell’Inps, utilizzando le proprie credenziali digitali (Spid, Cie o Cns). In alternativa è possibile chiamare il contact center dell’Inps al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06.164164 se si chiama da cellulare. In alternativa è possibile rivolgersi ad un patronato autorizzato per ottenere l’assistenza gratuita necessaria per presentare la domanda.
Durata del beneficio in base al numero dei figli
La durata del bonus mamme è differenziata sulla base della composizione del nucleo familiare: la protezione economica si estende un po’ di più nel tempo nel momento in cui aumentano le responsabilità genitoriali. Se le donne lavoratrici hanno due figli, il contributo rimane valido fino a quando il figlio più piccolo compie dieci anni. È una finestra temporale che copre pienamente il periodo della scuola primaria: un arco di tempo nel quale i bambini hanno necessità di assistenza e i costi per il tempo pieno risultano essere maggiori. E anche perché le spese per le attività extra-scolastiche, generalmente, risultano essere più elevate.
Il bonus mamme inizia ad essere più robusto per le famiglie nelle quali sono presenti tre o più figli: il legislatore ha previsto che la misura rimanga attiva fino al raggiungimento del diciottesimo compleanno del figlio più giovane. Un’estensione del sussidio che lo trasforma in una misura di lungo periodo, in grado di accompagnare la madre lavoratrice nell’intero percorso di crescita dei figli (ossia fino al raggiungimento della maggiore età del più piccolo).
Le altre agevolazioni per chi è appena diventata mamma
Le novità per le donne che diventeranno mamme nel corso del 2026 sono diverse: hanno come oggetto i bonus e i congedi. Partiamo dal congedo parentale, che si estende fino al compimento dei 14 anni del figlio e permette di assentarsi dal lavoro percependo sino all’80% della retribuzione per tre mesi, che scendono al 30% nel corso dei successivi 9 mesi. Viene confermato, inoltre, il bonus nuovi nati, che permette di ottenere un contributo una tantum da 1.000 euro e l’aumento dei giorni di malattia pagati.