Su Sangiuliano Report ha fatto la cosa giusta: pubblicare
Dopo tanto abbaiare sulla multa inflitta dal Garante per la privacy a Report per aver trasmesso le intercettazioni dell’ex ministro Sangiuliano, il tribunale di Roma ha annullato la sanzione, come era ovvio.
La nostra associazione, Articolo 21, confortata dal parere di costituzionalisti e legali, aveva anticipato questa conclusione. Non perché i giudici siano “toghe rosse” ma perché, come ha più volte sentenziato la Corte europea, qualsiasi notizia di pubblica utilità e rilevanza sociale va immediatamente pubblicata, anche perché in caso contrario il possessore delle intercettazioni potrebbe invece farne un uso ricattatorio.
Per fortuna, anche degli intercettati, quei colloqui sono finiti alla redazione di Report che ne ha fatto l’uso corretto: la pubblicazione. Sarà appena il caso di ricordare che sono stati gli stessi protagonisti a mettere tutto in piazza. L’ex ministro, assistito dal direttore del Tg1, concesse una intervista fiume, trasmessa addirittura fuori spazio, neppure fosse una dichiarazione straordinaria del presidente della Repubblica.
Quello che stupisce non è la decisione, ovvia e scontata, del tribunale di Roma, ma quella della Autorità per la privacy. Ma forse “vuolsi così, colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandar…”.