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Referendum, il No raggiunge il Sì nei sondaggi: per Ixé è un “pareggio tecnico”. Il distacco ridotto a soli 0,2 punti

Si tratta del margine inferiore mai registrato: la quota di astenuti e indecisi è stimata al 39%. I contrari alla riforma sono ampia maggioranza tra i giovani e chi non si colloca politicamente
Referendum, il No raggiunge il Sì nei sondaggi: per Ixé è un “pareggio tecnico”. Il distacco ridotto a soli 0,2 punti
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Un distacco di soli 0,2 punti, 49,9% contro 50,1%. Si è ridotta a un “pareggio tecnico“, secondo l’istituto Ixé, la distanza tra il Sì e il No in vista del referendum sulla riforma Nordio. Da un sondaggio pubblicato nell’ambito della rilevazione settimanale Osservatorio politico, realizzato tra il 20 e il 27 gennaio su un campione di mille elettori, risulta che il 50,1% degli intervistati voterebbe per confermare la legge costituzionale del governo, il 49,9% per non confermarla. Si tratta del margine inferiore mai registrato dalle rilevazioni effettuate finora, che ultimamente davano il No in crescita ma comunque staccato di almeno sei punti: Ixé, ad esempio, cita un proprio precedente sondaggio di novembre in cui il Sì era dato al 53%, il No al 47%.

Il No è più popolare tra le elettrici donne, col 53% contro il 47% del Sì, mentre le proporzioni sono rovesciate tra gli uomini. I contrari alla riforma sono ampia maggioranza tra i più giovani: nella fascia 18-34 anni arrivano al 66%, nella fascia 35-44 sono il 56%, il 54% in quella 45-54. I più favorevoli al piano del governo, invece, sono gli elettori over 55: nella fascia 55-64 anni i Sì toccano il 62%, oltre i 65 anni il 57%. Rispetto all’orientamento politico, il Sì arriva al 96% tra gli elettori di destra e all’87% tra quelli di centrodestra; sull’altro fronte il No è un po’ più basso, all’81% tra chi vota il centrosinistra e all’89% tra chi vota a sinistra. Gli elettori di centro dimostrano una leggera preferenza per il Sì (54%), mentre il No è parecchio avanti tra chi non si colloca politicamente (59%).

Questi risultati non considerano l’enorme quota di astenuti e indecisi, stimata al 39%. In generale, l’informazione sul voto è ancora molto scarsa: il 17,9% di intervistati afferma di non aver mai sentito parlare del referendum, il 37,4% risponde “Ne ho sentito parlare, ma non conosco bene i contenuti”, il 44,7% “Sì, ne ho sentito parlare e so di cosa di tratta”. La consapevolezza appare più alta nelle fasce d’età più avanzate (dai 45 anni in su) in cui la quota di chi è all’oscuro del voto si riduce al 13% e quella dei ben informati sale al 57% tra gli over 65.

Un 37% di elettori, inoltre, non sa che si tratta di un referendum valido anche senza il quorum di partecipazione del 50% + 1 di elettori (previsto invece per le consultazioni abrogative). Per quanto riguarda la propensione al voto, meno della metà degli intervistati (il 48%) afferma che si recherà sicuramente o quasi sicuramente alle urne: anche qui, il dato è più alto tra i più anziani (56% tra gli over 65) e tra gli elettori orientati verso il centrosinistra (58%) e la sinistra (72%), mentre tra quelli di destra e centrodestra è di poco superiore al 50%.

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