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Ultimo aggiornamento: 19:45

Ddl Stupri, la protesta dei centri antiviolenza davanti al Senato: “Inaccettabile, spazza via decenni di conquiste delle donne”

L'appello alle opposizioni: "Occupate l'Aula"
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“Siamo qui per mobilitarci contro questa legge, perché rappresenta un grave arretramento rispetto a quanto già stabilito da sentenze di Cassazione e dalla convenzione di Istanbul. Sostituire al ‘consenso libero e attuale’, la necessità di valutare la ‘volontà contraria‘, tenendo pure conto di situazione e contesto, significa spazzare via decenni di conquiste delle donne“.
A protestare fuori dal Senato sono stati centri antiviolenza e attiviste delle associazioni femministe e transfemministe, mentre in commissione Giustizia a Palazzo Madama la destra modificava il disegno di legge sulla violenza sessuale, su spinta della Lega (e nonostante il precedente asse bipartisan tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein che aveva portato al via libera all’unanimità alla Camera).
Un centinaio di attiviste, compreso il movimento ‘Non una di meno’, hanno così protestato con cartelli e slogan contro le modifiche al testo a firma della leghista Giulia Bongiorno e contro l’eliminazione del termine ‘consenso’. “Senza consenso è stupro. Non arretreremo, da qui parte una mobilitazione permanente“, hanno rilanciato nel corso della manifestazione, alla quale hanno partecipato anche senatori delle opposizioni, come le esponenti dem Cecilia D’Elia, Laura Boldrini e Valeria Valente, oltre a Ilaria Cucchi e Marilena Grassadonia di Avs.
“L’approvazione all’unanimità alla Camera ci aveva fatto pensare che potevamo aver capito come Paese che il contrasto alla violenza fosse una questione bipartisan, di democrazia e di civiltà. Ma è stato presto infranto questo sogno. Arrivato al Senato è stato bloccato con una motivazione irricevibile: il testo sarebbe confuso e si presterebbe a ‘vendette’ delle donne contro gli uomini e potrebbe intasare i nostri tribunali di denunce false. Ma le denunce false non sono un fenomeno presente nei nostri tribunali, mentre le denunce ritirate sono la conseguenza di percorsi troppo lunghi e difficili per le donne che decidono di denunciare”, ha rilanciato Elisa Ercoli, presidente di Differenza Donna.
“Noi dei Centri antiviolenza sappiamo bene come sia difficile denunciare oggi in Italia uno stupro. Con questa modifica le donne saranno esposte a una vittimizzazione secondaria. E sarà ancora più difficile portare il proprio vissuto in tribunale”, hanno rilanciato altre attiviste. L’appello rivolto alle opposizioni è di non permettere l’approvazione del testo così modificato: “Non faremo sconti a nessuno – hanno spiegato rivolte agli esponenti presenti in piazza -, ci aspettiamo che venga utilizzato ogni strumento per bloccare questo provvedimento, anche l’occupazione delle Aule parlamentari”. “Faremo le barricate con voi, utilizzeremo ogni mezzo utile. Per noi quel testo non è accettabile”, è stata la promessa della dem Valente.

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