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La petizione per dire no all’Ice a Milano-Cortina: “Non vogliamo le squadracce di Trump alle Olimpiadi invernali”

La raccolta firma di Avs: "Chiediamo al Governo e al Comitato Organizzatore di impedire l’ingresso e l’operatività". Si muove anche Azione Milano
La petizione per dire no all’Ice a Milano-Cortina: “Non vogliamo le squadracce di Trump alle Olimpiadi invernali”
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No all’ingresso in Italia degli agenti dell’Ice per garantire la sicurezza della delegazione degli Stati Uniti. È quanto chiedono al governo e al Comitato organizzatore delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina due petizioni lanciate da Alleanza Verdi Sinistra e Azione.

Il partito guidato da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli ha avviato la raccolta firme su Mettilafirma.it per “impedire l’ingresso e l’operatività sul territorio nazionale di agenti dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement) e come scorta alla delegazioni degli Stati Uniti”. Nel testo della petizione si legge: “L’Ice è la milizia che spara alla gente per strada a Minneapolis e porta via i bambini alle famiglie”.

L’agenzia, ricorda Avs, è “diventata tristemente celebre per l’impreparazione operativa, per la violenza, per le continue violazioni dei diritti umani e per l’uso sproporzionato della forza, incompatibili con i valori costituzionali italiani e con lo spirito olimpico di pace, inclusione e rispetto tra i popoli”. L’Olimpiade – si legge ancora – “deve essere un evento di dialogo e cooperazione, non un’occasione per importare modelli repressivi estranei al nostro ordinamento democratico”.

Negli scorsi giorni, dopo l’articolo de Il Fatto Quotidiano al quale Ice ha confermato la sua presenza in Italia, si è mossa anche Azione Milano sulla piattaforma Change.org raccogliendo già oltre 7.000 firme. Destinatari dell’appello, sempre governo e Comitato organizzatore dei Giochi: “La presenza dei funzionari dell’Ice, le cui attività sono state ripetutamente contestate per violazioni dei diritti umani, potrebbe legittimare e incoraggiare tali pratiche inaccettabili, marchiano l’immagine di un evento che dovrebbe rappresentare unità, rispetto e pace”.

Obiettivo dell’iniziativa è ottenere un impegno formale per negare l’accesso all’agenzia statunitense durante le competizioni: un segnale che – secondo i promotori – rappresenterebbe “un messaggio chiaro agli occhi del mondo, ribadendo la centralità dei diritti umani e dei valori di tolleranza che sono alla base dello spirito olimpico”.

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