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Ultimo aggiornamento: 20:11

Piantedosi assicura: “Ice non opererà mai alle Olimpiadi in Italia. I morti in Usa? Metodologie diverse dalle nostre”

Il ministro dell'Interno dopo la rivelazione del Fatto Quotidiano: "In questo momento gli americani non hanno comunicato le tipologie di presenze che ci saranno qui in Italia. Polemica sul nulla"
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Ice non opererà mai in Italia, chiaro?”. Lo assicura il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, rispondendo alle domande dei giornalisti, prima di presentare il libro scritto con Annalisa Chirico ‘Dalla parte delle divise’ al Mondadori Bookstore di Roma. L’argomento ha agitato la giornata politica dopo la rivelazione del Fatto Quotidiano sulla presenza ai Giochi olimpici della famigerata United States Immigration and Customs Enforcement americana. “Semmai dovesse essere che singole unità di personale, che sono formalmente ed organicamente appartenenti a qualsiasi articolazione degli organismi di sicurezza americana, dovessero arrivare in Italia espleteranno misure di protezione ravvicinata – spiega il capo del Viminale – Ice in quanto tale non è stato comunicato e né sarà presente in Italia”. Si vedrà. Ma quindi Ice potrebbe arrivare in Italia a scorta degli atleti statunitensi o delle autorità (come il segretario di Stato Marco Rubio o il vicepresidente JD Vance? “Non lo so e non è dato di presumere che questo accada, poi se succede vedremo”. Il governo italiano farà richiesta che Ice non faccia neppure la scorta delle autorità, come richiesto dalle opposizioni? “Questo si chiede se il problema si pone. Questo, almeno per il momento, non si pone”. E conclude con una valutazione su quanto sta accadendo negli Stati Uniti, vicende che hanno portato anche all’uccisione di due persone da addetti dell’Ice nel giro di 20 giorni. “Si tratta di metodologie che non fanno parte del nostro bagaglio professionale e culturale nella gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza. Le autorità di quel Paese hanno la responsabilità di quello che sta accadendo: non ci riguarda, noi abbiamo un’altra cultura”.

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