Il mondo FQ

L’estremista Robinson al Mit spacca FI e Lega. Tajani: “Incompatibile con i miei valori”. Salvini: “Vedo chi voglio”

La visita dello xenofobo inglese al ministero, mano nella mano con il vicepremier del Carroccio, scatena l'ennesima lite tra i partiti di maggioranza
L’estremista Robinson al Mit spacca FI e Lega. Tajani: “Incompatibile con i miei valori”. Salvini: “Vedo chi voglio”
Icona dei commenti Commenti

La visita dell’estremista di destra Tommy Robinson al ministero dei Trasporti, dove ha posato mano nella mano con Matteo Salvini, scatena una nuova lite tutta interna alla maggioranza. Uno scontro senza esclusione di colpi quello tra Antonio Tajani e lo stesso leader della Lega. Perché uno come Robinson – xenofobo, già condannato per possesso di cocaina, frode, stalking e ingresso irregolare negli Stati Uniti – dice senza mezzi termini il segretario di Forza Italia “è incompatibile con i miei valori”. Sulla carta – stando all’uso di droghe e alla violazione delle frontiere americane – dovrebbe esserlo anche con quelli di Salvini, che invece parla di “battaglie comuni” e agita la bandiera della libertà di parola e pensiero.

Tajani: “Lui fa il suo, noi il nostro”

“Salvini vede chi vuole, io non lo incontrerò. Lui fa il suo, noi facciamo il nostro”, ha sottolineato Tajani. Nelle orecchie dell’altro vicepremier, però, deve essere rimasta soprattutto quella espressione (“incompatibile con i miei valori”) perché durante la kermesse della Lega in Abruzzo non ha usato mezzi termini: “Sulla libertà di parola e pensiero, noi siamo l’unico partito ad aver votato contro la legge bavaglio su cosa si può dire e cosa non si può dire, cosa risponde alla legge, chi può incontrare Salvini e chi non può incontrare”.

Salvini: “Vedo chi fico secco voglio”

Quindi l’affondo: “Ma potrò incontrare chi fico secco ho voglia da incontrare, se voglio fare battaglie comuni con qualcuno, con rispetto?”, si è chiesto retoricamente. La vicenda dell’incontro in una sede istituzionale era deflagrata nella giornata di sabato, come ha raccontato Ilfattoquotidiano.it. Partito Democratico e Avs avevano chiamato in causa proprio Tajani, chiedendo al ministro degli Esteri cosa ne pensasse di quel faccia a faccia. Robinson, del resto, ha un curriculum politico e di guai giudiziari non indifferente.

Chi è Tommy Robinson, star dell’ultradestra

Classe 1982, nato a Luton, registrato all’anagrafe come Stephen Christopher Yaxley-Lennon, è la star dell’estrema destra britannica, orgogliosamente antislamico e islamofobo, simpatizzante di Vladimir Putin e conta quasi 2 milioni di follower su X. In passato ha fondato l’English Defence League ed è stato consigliere dell’Ukip durante la leadership di Gerard Batten. Nel 2024 è stato accusato di aver diffuso informazioni errate sull’autore dell’accoltellamento di Southport, un crimine efferato che vedeva coinvolto un 17enne – cittadino britannico nato in Galles figlio di rifugiati ruandesi – che uccise 3 bambine a una festa di compleanno. Robinson sosteneva che si trattasse di un richiedente asilo musulmano e soffiò così tanto sul fuoco da provocare una delle rivolte più violente che il Regno Unito ricordi.

Cocaina, frode e stalking: il curriculum giudiziario

Molti anni fa era finito nei guai perché trovato in possesso di 4 grammi di cocaina, nel 2012 ha patteggiato una pena per frode sui mutui e nel 2021 è stato denunciato – ricevendo un’ordinanza restrittiva – per stalking nei confronti della giornalista Lizzie Dearde, messa nel mirino per aver denunciato l’uso improprio dei fondi arrivati a Robinson nel corso della sua detenzione. Sempre nel 2012 entrò illegalmente negli Stati Uniti utilizzando un passaporto falso e, pizzicato dagli agenti dell’aeroporto JFK di New York, scappò dallo scalo e il giorno seguente rientrò nel Regno Unito utilizzando il suo passaporto: venne condannato a 10 mesi di reclusione dopo essersi dichiarato colpevole. Ma perché aveva mentito ai controlli? Per un precedente reato legato agli stupefacenti, di nuovo, che gli avrebbe impedito di mettere piede negli Stati Uniti.

I commenti sono attualmente chiusi per problemi tecnici.