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Trump deride gli alleati in Afghanistan, Meloni: “Inaccettabile”. Crosetto “manderà lettera al Pentagono e a Rutte”

In un'intervista a Fox News, il presidente Usa ha dichiarato che i soldati dei Paesi alleati erano rimasti nelle retrovie. La premier: "L'amicizia necessita di rispetto". Starmer furioso
Trump deride gli alleati in Afghanistan, Meloni: “Inaccettabile”. Crosetto “manderà lettera al Pentagono e a Rutte”
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Tutto è nato da un’intervista rilasciata a Fox News – sulla via del ritorno dal Forum di Davos – in cui, ancora una volta, ha umiliato gli alleati. Per Donald Trump, in Afghanistan – nella guerra avviata dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 – i militari dei Paesi Nato (Italia inclusa) sono rimasti sempre nelle retrovie. “Non abbiamo mai avuto bisogno di loro, non gli abbiamo neanche chiesto niente, dissero che avrebbero mandato dei militari in Afghanistan, l’hanno fatto, ma sono rimasti un po’ indietro, un po’ lontano dal fronte”, ha dichiarato parlando all’emittente vicina ai conservatori, dopo che già nel discorso di due giorni fa aveva detto – “non abbiamo mai avuto e mai chiesto niente alla Nato” – per sostenere che ora gli Usa chiedono “solo” la Groenlandia.

Ma le parole che arrivano dal capo della Casa Bianca, oltre ad avere già irritato già diversi Paesi tra cui Regno Unito, Germania e Danimarca, rimbalzano anche a Roma: per Meloni “non sono accettabili”. E il ministro della Difesa Guido Crosetto – ha riportato il TgLa7 delle 20 – “invierà lunedì una lettera formale al segretario alla Difesa degli Stati Uniti e al segretario generale della Nato, in risposta alle recenti affermazioni” di Trump, “considerate offensive per il contributo italiano nella missione afghana“. La missiva, riferisce il TgLa7, riguarda anche più in generale il dossier difesa all’attenzione del governo.

Meloni: “Parole inaccettabili” – “Il Governo italiano ha appreso con stupore le dichiarazioni del Presidente Trump secondo cui gli alleati della Nato sarebbero ‘rimasti indietro’ durante le operazioni in Afghanistan. Dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, la Nato ha attivato l’Articolo 5 per la prima e unica volta nella sua storia: un atto di solidarietà straordinario nei confronti degli Stati Uniti. In quell’imponente operazione contro chi alimentava il terrorismo, l’Italia rispose immediatamente insieme agli alleati, dispiegando migliaia di militari e assumendo la piena responsabilità del Regional Command West, una delle aree operative più rilevanti dell’intera missione internazionale”, ha scritto Meloni in una nota. “Nel corso di quasi vent’anni di impegno, la nostra Nazione – sottolinea – ha sostenuto un costo che non si può mettere in dubbio: 53 soldati italiani caduti e oltre 700 feriti mentre erano impegnati in operazioni di combattimento, missioni di sicurezza e programmi di addestramento delle forze afghane. Per questo motivo, non sono accettabili affermazioni che minimizzano il contributo dei Paesi Nato in Afghanistan, soprattutto se provengono da una nazione alleata”. Italia e Stati Uniti, rileva, “sono legati da una solida amicizia, fondata sulla comunanza di valori e sulla collaborazione storica, ancora più necessaria di fronte alle molte sfide in atto. Ma l’amicizia necessita di rispetto, condizione fondamentale per continuare a garantire la solidarietà alla base dell’Alleanza Atlantica”.

Anche Tajani, sulla stessa linea, ricorda i connazionali caduti, “molti dei quali decorati al valore militare, alcune medaglie d’oro, alcune medaglie d’argento al valore militare. Abbiamo oltre 700 feriti durante la missione in Afghanistan, quindi noi non possiamo che rendere onore a questi nostri militari che essendo caduti erano in prima linea”. E in un post su X, Crosetto spiega di “affidare la risposta, come Ministro della Difesa, ad atti formali, come si usa fare tra Istituzioni, facendo un breve ripasso storico di ciò che è successo in Afghanistan ed in molti altri teatri. La cosa bella dei fatti è che non si possono cancellare. E sull’impegno dell’Italia, delle sue Forze Armate nelle missioni, sul loro valore, sul loro sacrificio, sul loro ruolo non marginale, non possiamo e non vogliamo accettare analisi superficiali e sbagliate. Da parte di nessuno“.

Conte: “Finalmente Meloni ha capito” – “Dopo avere sponsorizzato Trump per il premio Nobel senza dire una parola sull’offesa ai nostri caduti e feriti in Afghanistan, Giorgia Meloni ha finalmente capito che il disonore era così forte che non poteva tacere oltre. Nessuno deve permettersi di offendere la nostra bandiera, neppure il nostro più potente alleato. Per ora bene così. Dopo con calma rifletteremo sui fallimenti della nostra politica estera ormai evidenti a tutti”, ha commentato il presidente del M5s Giuseppe Conte. Renzi invece accusa la premier sulla tempistica: “E dopo 36 ore anche Giorgia Meloni ha capito che doveva criticare le parole di Trump sui nostri caduti in Afghanistan e nel resto del mondo. Ultima a parlare ma meglio tardi che mai. Viva le donne e gli uomini che difendono l’Italia con il coraggio che la Premier purtroppo non ha”, ha scritto su X.

L’indignazione di Starmer e Macron – Prima dell’Italia, il premier britannico Keir Starmer aveva reagito duramente alle dichiarazioni di Trump, definendole apertamente “offensive”, mentre si era spinto a invocare per la prima volta apertamente le (improbabili) “scuse” pubbliche del presidente americano. Dopo aver fatto richiamare a un portavoce di Downing Street il valore del “sacrificio” compiuto in Afghanistan da britannici e alleati “a servizio della sicurezza collettiva e della risposta comune all’attacco” dell’11/9, è intervenuto a viso aperto: “Considero le dichiarazioni del presidente Trump offensive e francamente sconcertanti, e non mi sorprende che abbiano causato tanto dolore alle famiglie di chi è stato ucciso o ferito”, ha tagliato corto. Per poi aggiungere che, nei suoi panni, si sarebbe “di certo scusato”. Indignato anche il presidente francese Macron, che ha voluto ribadire la “gratitudine” della nazione alle famiglie dei soldati francesi uccisi in Afghanistan a seguito delle dichiarazioni “inaccettabili” di Trump, che “non richiedono commenti. È alle famiglie dei soldati caduti che il Capo dello Stato desidera offrire conforto e ribadire la gratitudine e il rispettoso ricordo della nazione”, ha dichiarato l’entourage del presidente francese. Francia ha mantenuto una presenza militare in Afghanistan dal 2001 al 2014, subendo 89 morti e oltre 700 feriti. Per tutta risposta, la Casa Bianca, rispondendo a Starmer attraverso il su portavoce Taylor Rogers, ha confermato quanto detto dal tycoon: “Il presidente Trump ha pienamente ragione: gli Stati Uniti hanno fatto più per la Nato di tutti gli altri paesi dell’alleanza messi insieme”.

A Davos Trump aveva già messo in imbarazzo il fido segretario generale della Nato, Mark Rutte costretto a rammentare come poco più della metà degli oltre 4mila militari occidentali uccisi negli anni in Afghanistan indossassero divise con insegne delle forze a stelle e strisce. Ma che stavolta rasentano l’accusa di codardia e non potevano passare sotto silenzio, specialmente nel Regno Unito: nel ricordo delle decine di migliaia di uomini e donne inviati laggiù nel corso di un ventennio e dei 457 che vi persero la vita.

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