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Minneapolis, in migliaia alla marcia contro l’Ice. Arrestata con il padre una bambina ecuadoriana di due anni

Fa discutere l'ennesimo intervento che ha coinvolto una minorenne, trasferita in Texas: per l'avvocata della famiglia la bimba e il padre hanno richieste di asilo attive e non erano oggetto di ordini di espulsione. La morte di Renee Nicole Good: si dimette la funzionaria dell'Fbi che indagava sull'agente che sparò alla donna
Minneapolis, in migliaia alla marcia contro l’Ice. Arrestata con il padre una bambina ecuadoriana di due anni
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Migliaia di persone in marcia a Minneapolis per protestare contro le azioni dell’Ice, il reparto anti-immigrazione illegale. Decine di religiosi arrestati. Una bambina di due anni trasferita assieme al padre in un centro di raccolta in Texas. Questo il quadro delle nuove tensioni che si registrano nella città americana. Nonostante temperature estremamente rigide, con una massima di -9 e una minima di -17, le persone si sono riversate in strada. Gli organizzatori hanno distribuito scalda-mani e bandiere a stelle e strisce. È stato chiesto a gran voce l’arresto di Jonathan Ross, l’agente che il 7 gennaio, durante un controllo, ha sparato e ucciso una donna, Renee Nicole Good, con la motivazione che aveva ingranato la marcia del Suv per investirlo. Una vicenda ancora aperta, tanto che Tracee Mergen, supervisore dell’Fbi, ha lasciato il suo incarico. La motivazione sarebbe da ricondurre alle pressioni ricevute da Washington affinché interrompesse l’indagine.

In una dichiarazione rilasciata alla NBC News, un portavoce del Dipartimento della sicurezza interna (Dhs) ha criticato le proteste: “Il fatto che questi gruppi vogliano bloccare l’economia del Minnesota, che garantisce ai cittadini americani rispettosi della legge una vita onesta, per combattere per gli immigrati clandestini, gli assassini, gli stupratori, i membri di gang, i pedofili, gli spacciatori e i terroristi, dice tutto quello che c’è da sapere”.

Un fine settimana ad alta tensione, quello iniziato ieri nelle Twin Cities, l’area metropolitana di Minneapolis-Saint Paul. L’oggetto della contestazione è l’operazione Metro Surge, avviata dagli agenti della Immigration and Customs Enforcement (Ice) allo scopo di scovare immigrati clandestini (leggi il reportage di Millennium sulle violenze dell’Ice fin dentro i tribunali americani). Ma le modalità con cui i reparti portano avanti la loro attività ha spinto centinaia di negozianti alla serrata, mentre migliaia di persone si sono messe in marcia verso il centro di Minneapolis, in quella che è stata denominata “Giornata della verità e della libertà”.

In questo panorama emergono ancora storie che fanno discutere: oltre agli arresti di numerosi religiosi che si erano ritrovati all’aeroporto di Minneapolis per protestare contro i trasferimenti di immigrati messi in atto dall’Ice, emerge la vicenda – dopo quella del bambino di 5 anni preso in custodia durante l’arresto del padre – di Chloe Renata Tipan Villacis, anni 2, trasferita assieme al genitore Elvis Joel Tipan-Echeverria in un centro di detenzione del Texas. Secondo il racconto di Jason Chavez, consigliere comunale, padre e figlia, ecuadoriani, sono stati fermati il 22 gennaio mentre rincasavano dopo aver fatto la spesa in un supermercato. “Un veicolo ha seguito l’auto del padre fino a casa, ha rotto il finestrino e li ha rapiti. Non è stato emesso alcun mandato giudiziario”, secondo la versione di Chavez.

Il Dipartimento della sicurezza interna conferma che padre e figlia sono stati presi in custodia e l’intervento degli agenti è giustificato: Tipan-Echevarria era entrato nuovamente in modo illegale, dopo essere già stato espulso. Kira Kelley, avvocata della famiglia, ha affermato che sia Tipan-Echeverria che Tipan Villacis hanno richieste di asilo attive e nessuno dei due ha un ordine di espulsione definitivo. L’intervento dell’Ice ha scatenato la rabbia dei cittadini: un centinaio di persone ha circondato gli agenti, lanciando contro di loro pietre e bidoni della spazzatura.

Le frizioni si rilevano anche all’interno dell’amministrazione: giovedì il vicepresidente JD Vance durante visita a Minneapolis ha ammesso che ci sono stati “momenti caotici” causati però, secondo il suo parere, dalla “mancanza di cooperazione” da parte delle autorità locali e statali. La stessa linea la tiene Greg Bovino, ufficiale responsabile che ha accusato i poliziotti di Minneapolis di aver ignorato le richieste di aiuto dei federali.

Da dicembre, l’amministrazione Trump ha inviato a Minneapolis più di 3.000 agenti Ice; secondo il Dipartimento della Sicurezza Interna, nelle ultime sei settimane sono stati arrestati più di 3.000 immigrati clandestini.

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