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Minneapolis, Ice ammazza cittadino Usa immobilizzato a terra (video). La difesa: “Era armato”. Trump dalla parte degli agenti: “Lasciateli lavorare”

Aveva 37 anni, era bianco e residente nella città del Minnesota, come Renee Good. Folla inferocita dopo la sparatoria. Per il Dipartimento per la Sicurezza Interna è stata legittima difesa. Il capo della Casa Bianca accusa i sindaco e governatore dem: "Incitano all'insurrezione"
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Un’altra sparatoria nella stessa città dove il 7 gennaio un agente dell’Ice, la forza anti-migranti incaricata da Trump di effettuare raid anti-migranti casa per casa, ha ucciso Renee Nicole Good, cittadina statunitense colpita a morte mentre era alla guida della sua auto. Una tragedia che ha scatenato le proteste, inclusa quella di oggi. All’indomani della marcia fiume di decine di migliaia di persone nella città del Minnesotadove sono stati anche arrestati membri del clero, mentre manifestavano in ginocchio – sempre un agente dell’Immigration and Customs Enforcement ha sparato a un uomo tra Nicollet Avenue e 27th Street, uccidendolo. E’ morto colpito al petto, a bruciapelo. Anche lui aveva 37 anni, come Good, e come lei era bianco, residente a Minneapolis, cittadino statunitense e con regolare porto d’armi. Tutte informazioni diffuse dal capo della polizia della città, Brian O’Hara.

La dinamica – Un video amatoriale ha ripreso il momento in cui l’uomo, già immobilizzato, viene ucciso. Nelle immagini, che circolano sui social, si vede la vittima circondata da diversi agenti federali, che lo strattonano e lo colpiscono fino a che lo piegano a terra. Le manovre sono violente, rapide, decise. Poi si sente lo sparo: a quel punto gli agenti intorno si allontanano, lasciandolo esanime. Secondo quanto riferito da un funzionario del Dipartimento per la Sicurezza Interna (Dhs), l’uomo “aveva una pistola con due caricatori” e nessun documento identificativo. Dichiarazioni ancora tutte da verificare, mentre O’Hara dichiara a Cnn che i funzionari federali hanno tentato di impedire alla polizia locale di accedere alla scena per ricostruire la dinamica degli eventi. Intanto ol comandante in capo della Border Patrol, Gregory Bovino, ha accusato l’uomo ucciso di aver tentato di “massacrare le forze dell’ordine”, anche se non è chiaro se l’uomo impugnasse un’arma al momento in cui è stato colpito a morte. La rabbia e la tensione sono altissime: poco dopo la sparatoria, una folla inferocita – “200 rivoltosi”, come li ha definiti il portavoce del Dhs – si è radunata e ha urlato parolacce agli agenti federali, definendoli “codardi” e intimando loro di tornare a casa. Un agente ha risposto beffardamente mentre si allontanava, mentre altri hanno spinto dentro un’auto un manifestante che urlava.

Donald Trump accusa governatore e sindaco di “incitare all’insurrezione” – Il presidente Usa, qualche ora dopo la sparatoria, interviene sul suo social Truth: pubblica la foto della presunta arma della vittima – peraltro appoggiata su quello che sembra il sedile di un’auto – e accusa il sindaco della città Jacob Frey e il governatore del Minnesota Tim Walz di non collaborare con l’Ice e addirittura di “incitare all’insurrezione con la loro retorica pomposa, pericolosa e arrogante”. “Questa – scrive – è la pistola dell’attentatore, carica (con due caricatori aggiuntivi pieni!) e pronta all’uso: cosa significa tutto questo? Dove sono le forze di polizia locali? Perché non è stato permesso loro di proteggere gli agenti dell’Ice? Il sindaco e il governatore li hanno richiamati? Si afferma che a molti di questi agenti di polizia non è stato permesso di fare il loro lavoro, e che gli agenti dell’Ice hanno dovuto difendersi da soli, cosa non facile!”. Poi si perde in considerazioni che nulla hanno a che fare coi fatti di sangue appena avvenuti, solo per attaccare i Democratici: “Perché – prosegue – Ilhan Omar – una deputata dem di origine somala, ndr – ha 34 milioni di dollari sul suo conto? E dove sono le decine di miliardi di dollari che sono stati rubati al un tempo glorioso Stato del Minnesota? Siamo arrivati a questo punto a causa di una massiccia frode finanziaria, con miliardi di dollari scomparsi e criminali illegali a cui è stato permesso di infiltrarsi nello Stato grazie alla politica di frontiere aperte dei Democratici. Rivogliamo indietro i soldi, e li vogliamo subito. Quei truffatori che hanno rubato il denaro andranno in prigione, dove meritano di stare! Non è diverso da una rapina in banca di proporzioni enormi. Gran parte di ciò a cui state assistendo è un tentativo di insabbiamento di questo furto e di questa frode”. “Il sindaco e il governatore – aggiunge – stanno incitando all’insurrezione con la loro retorica pomposa, pericolosa e arrogante! Invece, questi ipocriti politici dovrebbero cercare i miliardi di dollari che sono stati rubati al popolo del Minnesota e degli Stati Uniti d’America. Lasciate che i nostri patrioti dell’Ice facciano il loro lavoro! 12.000 criminali immigrati clandestini, molti dei quali violenti, sono stati arrestati e allontanati dal Minnesota. Se fossero ancora lì, assistereste a qualcosa di ben peggiore di ciò che state vedendo oggi!”.

Il sindaco Frey: “L’Ice se ne vada” – “Ho appena parlato con la Casa Bianca dopo un’altra orribile sparatoria da parte di agenti federali questa mattina”, ha scritto Walz su ‘X’. “Il Minnesota ne ha abbastanza. È disgustoso. Il presidente deve porre fine a questa operazione. Migliaia di agenti violenti e inesperti vanno tirati fuori dal Minnesota. Subito”, ha proseguito Walz, dicendo di aver comunicato alla Casa Bianca che “lo Stato deve guidare le indagini”. “Lasciate che siano gli investigatori statali a garantire giustizia. Mentre analizziamo la scena del crimine, mantenete la calma e date loro spazio. Lo Stato ha il personale necessario per garantire la sicurezza delle persone: gli agenti federali non devono ostacolare la nostra capacità di farlo”, ha continuato. Per parte sua, Frey ha di nuovo chiesto all’Ice di lasciare la città. “Quanti altri residenti, quanti altri americani devono morire o rimanere gravemente feriti affinché questa operazione finisca?”, ha detto, affermando di aver visto il video in cui gli agenti “colpiscono a morte uno dei nostri elettori”. Frey si è poi rivolto al presidente americano Trump, chiedendogli di ritirare gli agenti federali dalla città. “Al presidente Trump: questo è il momento di agire da leader“, ha detto Frey. “Minneapolis, l’America al primo posto in questo momento. Raggiungiamo la pace. Mettiamo fine a questa operazione e, vi assicuro, la sicurezza sarà ripristinata nella nostra città”, ha aggiunto.

La ricostruzione del Dipartimento per la sicurezza nazionale – Il funzionario del Dhs che ha dichiarato che il 51enne era in possesso di un’arma, e ha fornito una foto: sembra essere una Sig Sauer Emperor Scorpion. Non è chiaro se l’uomo stesse brandendo apertamente l’arma o se questa fosse nascosta al momento in cui è stato colpito. Il Dhs non ha ancora descritto le circostanze che hanno portato alla sparatoria. Il portavoce ha quindi aggiunto che gli agenti delle forze dell’ordine stavano “conducendo un’operazione mirata” a Minneapolis “contro un immigrato clandestino ricercato per aggressione violenta”. A un certo punto, un uomo si è avvicinato agli agenti con una pistola semiautomatica da 9 mm. Avrebbero tentato di disarmare il sospettato, ma lui ha “resistito violentemente”. “Temendo per la sua vita e per quella dei suoi colleghi, un agente ha sparato per difendersi“, ha dichiarato il portavoce. Il 37enne è stato soccorso, ma è stato dichiarato morto sul posto.

“I funzionari federali hanno tentato di impedire alla polizia locale di accedere alla scena” – Il procuratore della contea di Hennepin, Mary Moriarty, ha dichiarato in una nota che il suo ufficio sta collaborando con il Bureau of Criminal Apprehension (Bca) per “coordinare una risposta statale”. “La scena deve essere messa in sicurezza dalle forze dell’ordine locali per raccogliere e conservare le prove”, si legge nella nota. “Ci aspettiamo che il governo federale consenta al Bca di esaminare la scena”, ha aggiunto.

I precedenti – Prima Renee Good, poi un migrante venezuelano e ora un uomo, colpito a morte da un agente Ice. Quella di oggi è la terza sparatoria avvenuta a Minneapolis soltanto a gennaio per mano degli agenti incaricati di rastrellare i migranti irregolari. Renee Good aveva 37 anni ed era madre di 3 figli: è stata uccisa la mattina del 7 gennaio da un agente Ice che ha sparato diversi colpi d’arma da fuoco, le forze dell’ordine non le hanno prestato soccorso e hanno impedito a un medico di intervenire. La sua uccisione ha scatenato proteste in tutto il Paese. Il 15 gennaio, invece, un agente dell’Ice ha sparato a una gamba a un migrante venezuelano dopo quello che è stato definito un “controllo stradale mirato”. L’uomo, che secondo il Dhs stava opponendo resistenza all’arresto, è stato portato in ospedale con ferite non gravi. Ad accrescere il risentimento della popolazione locale, che venerdì ha marciato in città dopo la proclamazione di uno sciopero generale, anche gli arresti di bambini figli di immigrati: l’ultimo é quello di una bimba di due anni.

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