“Ora dobbiamo ritrovare quel tocco leggero e rapido che lo aveva reso campione”: coach Camossi vuole far rinascere Jacobs
Paolo Camossi riabbraccia Marcell Jacobs. Il due volte oro olimpico di Tokyo ha scelto di tornare alle origini, ovvero dal coach che lo aveva reso l’uomo più veloce del mondo. La notizia è di tre giorni fa: Jacobs ha deciso di mollare Raina Raider per affidarsi nuovamente al tecnico delle Fiamme Azzurre. Che racconta: “La decisione di continuare fino a Los Angeles 2028, dopo un momento un po’ di sconforto, è sua. L’ha presa da solo”. Esatto: a 31 anni il velocista di Desenzano del Garda non vuole mollare. È ancora il campione europeo in carica e detiene il primato continentale sui 100 metri, ma nelle ultime stagioni non ha mai ritrovato i livelli di quella magica estate 2021. Eppure il sogno sono ancora le Olimpiadi, per un ultimo grande ballo quando avrà quasi 34 anni. E Camossi è con lui: “Sembrerà strano ma il nostro orizzonte non guarda a una medaglia agli Europei di Birmingham di agosto, quello che vogliamo è ritrovare il suo sprint per il ’28”, spiega in un’intervista a Repubblica.
Jacobs e Camossi si sono ritrovati dopo un distacco totale. “Sono felice – aveva spiegato lo sprinter azzurro – Insieme abbiamo scritto una grande pagina dello sport italiano, insieme crediamo di poterne scrivere altre“. Camossi racconta come è avvenuto il riavvicinamento: “Ci siamo rivisti ai Mondali di Tokyo davanti a un’improbabile pizza giapponese. Abbiamo parlato per più di due ore, ma non di atletica”. Da lì è scoccata la scintilla: “Mi ha chiesto consigli. Ci siamo risentiti. A volte senti dire: è stato il destino a separarli, noi non potevamo far lasciare al destino“.
Adesso però c’è da organizzare un lavoro che avrà appunto un respiro di tre anni. Jacobs vive in Florida, a Jacksonville. Camossi è stabilmente a Roma e ha anche altri incarichi. “In inverno mi muoverò io, andrò per un periodo in America, diciamo tre volte, anche se dobbiamo ancora fissare il programma e in primavera Marcell mi raggiungerà in Italia”, spiega il coach. Che ci tiene a sottolineare un concetto: “Riprendere a lavorare con Marcell mi lusinga, è un 31enne che può ancora correre forte, quando si matura si gestiscono meglio le cose scomode della pista e si capiscono meglio le scelte da fare”.
In Italia la base di lavoro sarà vicino all’Istituto di Scienza dello sport “dove hanno apparecchiature della valutazione della performance e personale molto qualificato”. Perché Camossi di una cosa è convinto: “Non c’è da inventare l’acqua calda, ma bisogna trovare la giusta temperatura per una buona doccia, e magari aggiungerci qualcosa”. Nello specifico? La “parte forte” dei 100 metri di Jacobs erano lo “scivolare via“. Camossi spiega: “Era la sua magia, la sua specialità vincente”, ma alle Olimpiadi di Parigi “gli è riuscita a metà e ha perso la medaglia”. “Ora dobbiamo ritrovare la scorrevolezza di prima, quel tocco leggero e rapido che lo aveva reso campione”.