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Ultimo aggiornamento: 17:32

Gaza, l’infermiere di Emergency Sartori: “Esplosioni ed evacuazioni, qui il conflitto non è mai finito”

Le testimonianze dello staff di Emergency da Gaza. Nella Striscia la linea gialla controllata da Israele rappresenta una costante minaccia per i palestinesi
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Mentre Trump e il genero Kushner disegnano la mappa di una nuova Gaza futuristica con grattacieli e residenze per ricchi, nella Striscia la popolazione palestinese vive in tende senza nemmeno l’acqua potabile, al freddo e in mezzo a montagne di rifiuti. Una situazione catastrofica a più di tre mesi dal cessate il fuoco. “Qui a Gaza il conflitto si è ridotto ma non è finito” raccontare Riccardo Sartori, infermiere di Emergency in questo momento impegnato a Deir al-Balah. “Ci sono esplosioni quotidiane, e ordini di evacuazioni come quello al villaggio di Bani Suheila, a est di Khan Younis, arrivato due giorni fa, che aggravano la situazione sanitaria”. In un altro contributo video Alessandro Migliorati, capo progetto di Emergency a Gaza, spiega cosa comporta per le persone l’istituzione della linea gialla, il confine entro cui si è ritirato l’esercito israeliano. Oggi Tel Aviv occupa oltre la metà del territorio della Striscia, continua ad ampliare la sua zona di controllo a ovest e uccide chi si avvicina a questa invisibile linea di demarcazione. “Per la popolazione palestinese e per tutti noi significa instabilità. Rappresenta una minaccia. Chiunque si avvicini o la oltrepassi, anche senza rendersene conto, viene spesso colpito” spiega Migliorati. Inoltre, “viene spesso spostata e la comunicazione di questi spostamenti non è tempestiva. Per questo bisogna sempre cercare alternative per spostarsi”.

A questo link i progetti di Emergency in Italia e nel mondo

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