Alla “festa dello sport” aveva premiato degli ultras con Daspo: si è dimesso il presidente provinciale del Coni di Chieti
Massimiliano Milozzi, delegato provinciale del Coni di Chieti finito nella bufera dopo la premiazione della tifoseria locale – rappresentata durante la cerimonia anche da quattro ultras sottoposti a Daspo – ha rassegnato le dimissioni al presidente regionale Antonello Passacantando. Come riferito dal Coni regionale, Milozzi ha inviato una mail al presidente in cui ha rimesso il suo mandato. Il presidente regionale ha poi comunicato la decisione al presidente nazionale del Coni, Luciano Buonfiglio, che martedì scorso aveva chiesto ufficialmente un passo indietro a Milozzi. “Serve attenzione anche a livello territoriale e condanno fortemente quello che è successo a Chieti”, erano state le sue parole.
L’episodio risale al 16 gennaio, alla Festa Provinciale dello Sport del Coni Chieti. In quella circostanza, infatti, a ritirare sul palco la targa dedicata alla Curva Volpi (parte ultras del Chieti) c’era una delegazione di sei persone, di cui quattro con provvedimento Daspo, cioè il divieto di accedere alle manifestazioni sportive che viene spesso decretato dai questori di tutta Italia nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi.
La “festa provinciale dello sport” organizzata dal Coni di Chieti, in Abruzzo, si è così trasformata in poche ore in un caso, con le foto dei soggetti “daspati” che hanno fatto presto il giro del web. Prima e dopo di loro, infatti, sullo stesso palco sono saliti campioni dello sport, dirigenti e Stelle al merito sportivo, compreso il comandante della Polizia Locale. Il Coni, dal canto suo, si era difeso spiegando che il premio era per l’intera tifoseria e che non sapeva chi di loro avrebbe ritirato la targa in memoria di Michael Luciani, un giovane sostenitore del Chieti scomparso lo scorso ottobre in un incidente stradale.
Guardando più attentamente la foto sul palco, però, ben presto in tanti si sono accorti che della delegazione facevano parte anche quattro ultras sanzionati dal questore di Chieti con provvedimenti che vanno dai 2 ai 9 anni. Tra loro anche il leader della Curva Volpi, Francesco Salvatore, sottoposto a Daspo con l’accusa di aver partecipato ad alcuni scontro con la tifoseria dell’Avezzano.
Un altro dei premiati è accusato di aver partecipato ad “agguati ai tifosi avversari” con l’episodio culminante della “sottrazione di una sciarpa biancazzurra a un uomo e a suo figlio sedicenne, fermati, minacciati e rapinati all’una e mezza della notte”. L’invito dell’ente “descriveva l’appuntamento come un’occasione per celebrare ‘il valore umano e sociale dello sport‘ e la gratitudine verso chi ‘costruisce educazione e comunità'”.
Il sindaco della città, Diego Ferrara, aveva preferito non commentare, anche se sul sito dell’amministrazione c’è un post celebrativo della serata e del premio alla memoria del tifoso scomparso, compresa la citazione del premio speciale alla Curva Volpi per “l’attaccamento alla città e ai colori neroverdi”. Al contrario, invece, il Coni abruzzese aveva affidato la replica al suo presidente, Antonello Passacantando. “La targa destinata alla Curva Volpi del Chieti Calcio – ha dichiarato – è stata attribuita alla tifoseria nel suo insieme e non ai singoli componenti, per l’attaccamento alla società sportiva e l’impegno sociale e solidale più volte dimostrato nel tempo. I rappresentanti della Curva sono stati invitati in quanto tali. Non vi era alcuna conoscenza preventiva sull’identità di chi avrebbe materialmente ritirato il riconoscimento. Tutto si è svolto in assoluta buona fede, con l’unico intento di valorizzare un gesto di inclusione e memoria“.