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Ultimo aggiornamento: 10:44

“Tutto il male del mondo”: il trailer del docufilm su Giulio Regeni a 10 anni dal suo omicidio

Dal 2 al 4 febbraio 2026 nelle sale il documentario che ripercorre il caso del ricercatore ucciso in Egitto
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Dieci anni. Interminabili. Un decennio è ormai passato dal sequestro e dall’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore italiano scomparso in Egitto il 25 gennaio 2016 e ritrovato senza vita, con visibili segni di tortura, il 3 febbraio seguente, lungo la strada tra il Cairo e Alessandria. Su Giulio, dirà la madre Paola Deffendi, si è abbattuto “Tutto il male del mondo”. Ed è questo il titolo del docufilm che arriverà nelle sale cinematografiche il 2, 3 e 4 febbraio 2026, distribuito da Fandango, dopo l’anteprima nazionale del 25 gennaio a Fiumicello Villa Vicentina, organizzata in occasione del decimo anniversario della scomparsa del ricercatore italiano.

Prodotto da Fandango e Ganesh, diretto da Simone Manetti e scritto con Emanuele Cava e Matteo Billi, “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” ripercorre le tappe del caso e il processo ancora in corso in Italia, con le deposizioni dei testimoni a giudizio, facendo emergere responsabilità, omissioni e verità negate. A raccontare sono le voci degli stessi genitori di Giulio, Claudio Regeni e Paola Deffendi, che da anni insieme all’avvocata Alessandra Ballerini, chiedono verità e giustizia, sfidando il regime egiziano, di fronte alla mancata collaborazione giudiziaria, l’ostruzionismo e i depistaggi. E alla parallela incapacità del nostro Paese – nella sua componente politica – di mantenere negli anni una posizione di fermezza, dato che alle iniziali richieste di collaborazione dirette dai diversi governi verso il Cairo, si è progressivamente sostituita una normalizzazione dei rapporti commerciali e politici, nel nome degli affari, della politica estera, della realpolitik.

Ora, dieci anni dopo, la speranza della famiglia e del ‘popolo giallo’, quella società civile che l’ha accompagnata in questi anni, è che possa riprendere al più presto il processo in corso di fronte alla Corte di Assise di Roma, dopo lo stop, con gli atti nuovamente inviati alla Consulta lo scorso 23 ottobre, quando ormai la parola fine sembrava vicina, prima dell’attesa requisitoria del pm Sergio Colaiocco. Quattro sono gli 007 egiziani imputati: Usham Helmi, il generale Sabir Tariq e i colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, accusati del reato di sequestro di persona pluriaggravato (mentre al solo Sharif sono contestati anche i reati di concorso in lesioni personali aggravate e di concorso in omicidio aggravato, ndr).
“Confidiamo – ha dichiarato la famiglia Regeni – che la diffusione di questo documentario possa fare conoscere la nostra lunga battaglia per ottenere verità e giustizia e possa fare comprendere tutto il male che abbiamo dovuto affrontare e gli ideali che ci hanno animati. Ci auguriamo che la consapevolezza di “tutto il male del mondo” che si è abbattuto su Giulio e su di noi, possa renderne più difficile la sua reiterazione, che pure sappiamo compiersi, spesso nell’impunità, ai danni dei molti Giuli e Giulie del mondo”.

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