Corruzione per favorire imprenditori amici: Zannini (Fi) “si fece annunciare” da Bonavitacola, già vice di De Luca, oggi assessore con Fico
Le sue aderenze con la ex giunta campana di Vincenzo De Luca entrano ufficialmente in uno dei capi di imputazione del consigliere regionale di Forza Italia Giovanni Zannini, per il quale la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l’arresto per corruzione e concussione. “In due occasioni si faceva annunciare dal vice presidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola”, scrive il Gip Daniela Vecchiarelli nell’avviso di interrogatorio preventivo. Il passaggio riguarda le presunte “interferenze” di Zannini, all’epoca presidente della commissione Ambiente in quota ‘De Luca presidente’, nel lavoro degli uffici tecnici di Palazzo Santa Lucia. Pressioni per favorire gli imprenditori amici Luigi e Paolo Griffo, i dominus dell’azienda di latticini Spinosa spa, ed aiutarli a costruire un nuovo stabilimento caseario a Cancello Arnone. Ne accennammo su ilfattoquotidiano.it l’anno scorso, pubblicando brani di alcune conversazioni tra Zannini e Bonavitacola intercettati dal pm.
Zannini e i Griffo per questa vicenda sono accusati di corruzione. Secondo la prospettazione della procura guidata da Pierpaolo Bruni, politico e imprenditori avevano bisogno di “superare le due note del 28.10.2022 e del 4.05.2023, con cui il Dipartimento Tecnico Amministrativo -. Valutazione ambientale della Regione Campania, a firma della dott.ssa Brancaccio, affermava la necessità della Valutazione di incidenza ambientale per la realizzazione dell’impianto, nel caso di specie non esistente e la cui mancanza avrebbe comportato la non erogazione del finanziamento (10 milioni e mezzo circa di euro di Invitalia, ndr) e/o in ogni caso un ritardo nella sua erogazione”. Dunque Zannini si sarebbe fatto introdurre da Bonavitacola “assessore all’Ambiente e quindi di riferimento della dott.ssa Brancaccio”, ottenendo così due appuntamenti con la dirigente tecnica.
Gli incontri avvennero il 12.06.2023 e il 27.07.2023 e, sempre secondo il pm, Zannini avrebbe “preteso con modi arroganti ed aggressivi” che l’ufficio dell’assessorato “attestasse la non necessità della procedura di valutazione di incidenza ambientale nell’interesse privato della Società Spinosa spa e dopo il duplice diniego opposto dall’Ufficio competente”. In cambio avrebbe ricevuto la promessa di una minicrociera settembrina di due giorni su uno yacht tutto spesato. Solo promessa. Perché Zannini “venuto a conoscenza dell’indagine” avrebbe poi pagato di tasca propria i circa 7300 euro dell’importo.
La doverosa precisazione che Bonavitacola non è indagato, ed è estraneo ai rapporti tra Zannini e i Griffo, non toglie interesse pubblico al racconto di come e perché il politico oggi in Forza Italia si fece “annunciare” dall’ex assessore e braccio destro di De Luca, riconfermato in giunta dal nuovo governatore Roberto Fico (ma con altre deleghe, Sviluppo Economico e Attività Produttive). E’ utile a chiarire a quale alto livello erano arrivate le manovre del consigliere regionale per portare a termine l’operazione. Manovre lecite e legittime, secondo le difese dei tre indagati rappresentate dagli avvocati Angelo Raucci, Giuseppe Stellato e Mario Griffo, perché coerenti all’esercizio di un mandato politico: la realizzazione dell’impianto produttivo dei Griffo avrebbe arricchito l’economia di quel pezzo di territorio campano, ed è compito dei politici campani saper raccogliere e incanalare le opportunità di finanziamenti governativi e statali.
Zannini avrà l’occasione di difendersi e di rispondere punto su punto nell’interrogatorio preventivo fissato il 4 febbraio, all’esito del quale il Gip deciderà se accogliere o rigettare la richiesta di arresto in carcere.