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“Non cambio cittadinanza per la guerra in Ucraina”: così il russo Medvedev dopo le polemiche agli Australian Open

Il finalista dello Slam australiano nel 2024 è tornato sulla questione dopo che la tennista ucraina Oleksandra Oliynikova ha tirato fuori una maglietta per i bambini uccisi nel conflitto e ha parlato del padre soldato
“Non cambio cittadinanza per la guerra in Ucraina”: così il russo Medvedev dopo le polemiche agli Australian Open
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“Il posto in cui si nasce è importante: non cambio cittadinanza per la guerra”. A parlare è Daniil Medvedev dopo aver raggiunto il terzo turno degli Australian Open. In queste settimane è infatti tornata d’attualità nel tennis di nuovo la polemica sulla guerra in Ucraina. Martedì infatti la tennista ucraina Oleksandra Oliynikova ha tirato fuori una maglietta per i bambini uccisi nel conflitto e ha parlato del padre soldato (“Mio padre è un soldato. Per quanto mi riguarda io sono qui da sola, mentre prima viaggiavo con lui”), aggiungendo poi la richiesta di bandire dal circuito i tennisti russi e bielorussi.

Da parte sua, il tennista russo – finalista agli Australian Open nel 2024 – ha risposto in conferenza stampa alle domande sui tanti connazionali che per protesta hanno cambiato nazionalità. “Capisco e rispetto al 100% quella scelta – ha detto Medvedev, nato a Mosca e residente a Montecarlo – è qualcosa che si può fare, soprattutto nello sport. Ma personalmente non ci ho mai pensato, perché credo che il luogo in cui si nasca sia importante. Ma ripeto, molti giocatori cambiano e io sono loro amico. Sono amico di molti giocatori nello spogliatoio, quindi la scelta è loro”, ha concluso il tennista russo.

“Ho già parlato più volte di questo, posso solo dire che anche io desidero la pace e se potessi fare qualcosa per ottenerla lo farei: di più, non posso dire, non parlo di politica”, ha risposto invece oggi Aryna Sabalenka, bielorussa, numero 1 Wta, dopo aver battuto la cinese Bai Zhuoxuan 6-3 6-1. Il tennis, a differenza di altri sport, consente sin dall’invasione russa dell’Ucraina ai giocatori russi di competere, ma da neutrali, ovvero senza bandiera e nome della nazione di appartenenza.

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