Maltempo in Sardegna, Sicilia e Calabria: comincia la conta dei danni per il ciclone Harry. Schifani: “In Sicilia mezzo miliardo”
Il maltempo non concede ancora tregua, ma nelle regioni maggiormente colpite inizia la conta dei danni. Anche oggi, 21 gennaio, a causa del ciclone Harry la situazione è rimasta critica in tre regioni: Sardegna, Sicilia e Calabria, alle prese con evacuazioni, mareggiate e venti di burrasca. Scuole chiuse in moltissime città, tra cui: Messina, Enna, Catania, Cagliari e Crotone. Le raffiche di vento sono arrivate fino a 150 km/h e in meno di 48 ore le piogge hanno creato accumuli superiori ai 300 millimetri. Lungo le coste le onde create dalle mareggiate sono arrivate fino a 10 metri.
Per oggi, infatti, era prevista allerta rossa per rischio idraulico e idrogeologico in Calabria, Sicilia nord-orientale e alcune zone della Sardegna, con criticità elevate. Allerta arancione e gialla per piogge, temporali e dissesti diffusi su gran parte del Sud Italia e della Sardegna, incluse alcune zone di Basilicata e Puglia.
Tornando ai danni, una prima stima provvisoria la fa il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, che – annunciando per domani la convocazione di una giunta straordinaria per la dichiarazione dello stato di crisi – parla di oltre mezzo miliardo di euro per l’isola. Lo stesso provvedimento, propedeutico alla dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Governo nazionale (annunciato da Matteo Salvini al question time nell’aula di Montecitorio), verrà adottato dai governatori della Calabria, Roberto Occhiuto, e dalla Sardegna, Alessandra Todde. Domani lo stato di allerta scende da rossa a gialla in Calabria e Sardegna e a verde in Sicilia.
La situazione in Sardegna
Il meteorologo Tommaso Torrigiani, intervistato dall’Ansa, ha previsto almeno “altre 24-48 ore di vita” per la tempesta, che comunque inizierà ad attenuarsi. In Sardegna, l’ondata di maltempo è stata definita dagli esperti come un “fenomeno mai osservato negli ultimi tempi”. A Capoterra e a Sinnai, in provincia di Cagliari, un centinaio di persone sono state evacuate. Molti traghetti dall’isola sono stati invece bloccati. Ritrovati e fortunatamente in buone condizioni i due pastori di cui non si aveva notizia dalla mattina di ieri dopo l’esondazione del rio Margiani in Ogliastra.
A Olbia le spiagge maggiormente frequente d’estate, quella di Pittulongu, Lo squalo, Bados appaiono oggi completamente cambiate. Le mareggiate hanno portato montagne di alghe e le onde hanno invaso la strada.
La situazione in Sicilia
In Sicilia 200 comuni hanno attivato i centri operativi comunali come coordinamento per l’emergenza. Ieri mattina un’auto guidata da un anziano è caduta in una voragine – apertasi nella carreggiata – in provincia di Messina. L’uomo aveva imboccato una zona interdetta al traffico ed è riuscito a chiamare i soccorsi. Più di 6mila persone, divise in 200 unità del dipartimento di Protezione Civile, 1000 volontari e 5000 operatori comunali e dei soccorsi, stanno lavorando per gestire i danni e i rischi del maltempo. A Linosa, isola delle Pelagie, decine di imbarcazioni sono state distrutte da un’onda di 7 metri. La litoranea del Lanternino – a collegamento dello Scalo Vecchio con Pozzolana di Ponente – e vie di accesso alla zona dei Faraglioni sono andate distrutte. Sull’isola non esiste un presidio di emergenza.
Tra le coste maggiormente colpite c’è quella Ionica: lungomari crollati, casa e negozi invasi da acqua e detriti, spiagge spazzate via. La tratta ferroviaria Messina–Siracusa ferma: il terrapieno su cui poggiano i binari a Scaletta Zanclea è stato letteralmente distrutto. I tecnici di Rfi sono operativi sul posto. In difficoltà anche la zona turistica di Taormina, con lidi spazzati dalla violenza del mare, mentre a Giardini Naxos è crollato parte del molo Schisò. Sempre nel Messinese ci sono paesi senza acqua e luce e le Eolie sono rimaste ancora isolate. Le mareggiate nel Catanese hanno distrutto case sui lungomare, come a Riposto e a Stazzo, dove i muri sono stati abbattuti. A Catania il mare ha invaso le strade portando via con sé parte del lungomare della scogliera di Ognina, riversando invece sull’asfalto la sabbia della Plaia. Distrutto un ristorante storico nella spiaggetta di San Giovanni Li Cuti. Decine di famiglie sono state soccorse e fatte evacuare per precauzione. Il sindaco Enrico Trantino parla di “fenomeno mai visto in 60 anni”.
La situazione in Calabria
In Calabria alcuni massi sono precipitati su un’auto in transito in provincia di Reggio, con il conducente che ha riportato alcune contusioni. Il sindaco di Catanzaro, intanto, ha vietato la consegna a domicilio su mezzi a due ruote in tutto il territorio comunale. Circa 100 famiglie sono state evacuate a Roccelletta di Borgia, vicino Catanzaro. Altre hanno avuto la stessa sorte a San Sostene, Simeri Crichi e nel quartiere Piterà. Evacuate anche zone costiere a nord di Crotone.
A Melito Porto Salvo la mareggiata ha fatto crollare cento metri di lungomare. In alcune zone della regione è caduta, in quattro giorni, una quantità di pioggia pari a circa la metà della precipitazione media annua, con registrazioni in alcuni casi senza precedenti. Il governatore Roberto Occhiuto sottolinea che “fortunatamente non si registrano né vittime né feriti”.