“Il Canada si prepara in caso di invasione Usa”. Il premier Carney a Davos: “La sottomissione non garantisce sicurezza”
Parla all’indomani dell’immagine fake postata da Trump in cui si vede il presidente americano parlare davanti ai leader europei mentre mostra un cartellone dove la bandiera americana copre Groenlandia e Canada, che peraltro ha ripetutamente rivendicato come 51° stato, minacciando – già ai tempi di Trudeau – di cancellare unilateralmente gli accordi che da oltre cent’anni regolano le relazioni tra i due Paesi. Il premier del Canada Mark Carney, nel suo intervento al Forum Economico Mondiale di Davos, parla davanti ai leader mondiali e si guadagna la loro – rarissima – standing ovation mentre ribadisce il totale sostegno a Groenlandia e Danimarca, che hanno un “diritto unico e inalienabile di determinare il futuro” dell’isola artica”, e invita le potenze medie del mondo a collaborare per resistere alle pressioni coercitive delle superpotenze aggressive. E sta valutando l’invio di un piccolo numero di truppe in Groenlandia, seguendo l’esempio di altri alleati della Nato, come parte di una dimostrazione di sostegno all’isola.
Non nomina mai Trump, ma il riferimento è chiaramente a lui. “Ogni giorno ci viene ricordato che viviamo in un’epoca di rivalità tra grandi potenze”, ha detto Carney. “Che l’ordine basato sulle regole sta svanendo. Che i forti fanno ciò che possono e i deboli subiscono ciò che devono. Le potenze medie devono agire insieme perché se non siete al tavolo, noi siamo nel menu”. Il discorso, che secondo il New York Times avrebbe scritto di suo pugno, arriva nel momento in cui Trump ha minacciato nuovi dazi contro i Paesi che intendono rafforzare la loro presenza militare in Groenlandia, mentre il Canada è già stretto da tariffe imposte da Washington che stanno avendo un pesante impatto su i settori automobilistico, dell’acciaio, dell’alluminio e del legname. Carney, ex manager nel settore degli investimenti e governatore delle banche centrali del Canada e dell’Inghilterra che ha partecipato al forum di Davos una trentina di volte, ha spiegato che gli eventi recenti hanno dimostrato che l'”ordine internazionale basato sulle regole” è di fatto “morto”. Di conseguenza, Canada e altri paesi non hanno altra scelta se non creare nuove alleanze per contrastare le tattiche di pressione e intimidazione delle grandi potenze. “C’è una forte tendenza, tra i paesi più piccoli, ad adeguarsi per evitare guai, sperando che la sottomissione garantisca sicurezza. Non sarà così”, ha avvertito il premier canadese, ribadendo l’impegno del Canada nel rafforzare la sicurezza del fianco settentrionale e occidentale della Nato.
Lo scenario in caso di invasione Usa – La crescente tensione che si respira nel continente americano ha spinto l’esercito canadese a sviluppare un modello di risposta a un’invasione statunitense, scrive il giornale canadese ‘Globe and Mail‘. Citando due alti funzionari governativi anonimi, il giornale ha affermato che il modello di risposta canadese si concentra su tattiche di tipo insurrezionale, come quelle utilizzate in Afghanistan dai combattenti che hanno resistito alle forze sovietiche e successivamente statunitensi. Il Globe ha riferito che i funzionari ritengono improbabile che Trump ordini un’invasione del Canada. Dopo la sua elezione nel 2024 e nei primi mesi del suo nuovo mandato, Trump ha ripetutamente definito il vicino settentrionale degli Stati Uniti il 51° Stato e ha affermato che una fusione avrebbe giovato al Canada. I colloqui di Trump sull’annessione si sono allentati negli ultimi mesi, ma la pubblicazione di un’immagine sulla sua piattaforma social di una mappa che mostra Canada e Venezuela coperti dalla bandiera statunitense ha riacceso le preoccupazioni. I funzionari hanno dichiarato al Globe che, in uno scenario di invasione, le forze statunitensi supererebbero le posizioni canadesi via terra e via mare in appena due giorni. Poiché il Canada non dispone delle risorse militari per resistere agli Stati Uniti, la reazione canadese sarebbe modellata su una campagna di tipo insurrezionale, che include imboscate e “tattiche mordi e fuggi”, si legge nel rapporto. Il Globe ha specificato che il modello in fase di sviluppo “costituisce un quadro concettuale e teorico, non un piano militare, che è una direttiva attuabile e graduale per l’esecuzione delle operazioni”. L’esercito canadese non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento sul rapporto del Globe.