Aeroporto di Venezia, la denuncia dei lavoratori: “Controsoffitti che crollano e organico insufficiente”. La società nega
Tra meno di un mese l’aeroporto di Venezia sarà la porta di accesso per migliaia di atleti e appassionati delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Ma gli addetti dei negozi e dei bar dello scalo internazionale denunciano “le condizioni di lavoro non sostenibili” e le “gravi criticità” delle strutture mostrando le foto di soffitti che gocciolano e controsoffitti che cadono nei bagni.
Lo si legge in una serie di lettere inviate dal sindacato Slang Usb Venezia ai vertici della società aeroportuale e all’azienda che ha in appalto i servizi di ristorazione e retail. “Siamo sotto organico – denunciano i lavoratori – nei bar è prevista una sola persona in turno nonostante l’affluenza dei passeggeri e le molteplici mansioni richieste”. Una situazione che comporta turni “fino a dieci ore al giorno” con “l’utilizzo forzato di straordinari” e “ritmi insostenibili”. “In alcuni punti vendita retail con un solo operatore, il personale non può accedere al bagno senza attendere anche 10-15 minuti un sostituto – si legge nella lettera – esponendosi a imbarazzo o dover spiegare situazioni intime richieste”. Ma ci sono anche altre conseguenze. “Al personale in turno unico vengono richieste mansioni di magazzino e pulizie, senza che vi sia adeguata formazione, supporto o personale aggiuntivo”. E poi c’è il tema delle attrezzature a disposizione dei lavoratori. Per trasportare panini e brioche all’interno dei punti di ristorazione, i dipendenti denunciano di dover “usare il carrello destinato ai bagagli dei passeggeri”. Una pratica “non conforme agli standard igienico-sanitari e di sicurezza”.
La denuncia dei sindacati affronta anche il tema delle strutture. Venerdì 9 gennaio nella zona partenze Schengen “si è verificato un gocciolamento dal soffitto” da dove “fuoriusciva acqua sporca e oleosa, che ha raggiunto anche gli impianti”. E qualche mese fa, a settembre, c’è stato “il crollo del controsoffitto e dell’illuminazione in un bagno dello scalo. “A rischiare l’incidente è stata una lavoratrice del bar – racconta il sindacato – fortunatamente senza conseguenze fisiche, ma l’episodio dimostra chiaramente quanto sia inaccettabile lavorare in ambienti pericolosi e trascurati”.
La società Lagardère, che gestisce i servizi di ristorazione e retail dello scalo veneziano, contattata da ilfattoquotidiano.it liquida le affermazioni del sindacato come “del tutto apodittiche” e si sofferma su due affermazioni: “Nel corso dell’anno 2025 l’incidenza delle ore in straordinario e supplementare, in Aeroporto a Venezia, sulle ore lavorate ordinarie è stata di circa il 3%. Se poi consideriamo i valori assoluti delle ore lavorate in regime straordinario e supplementare pro capite, ebbene, stiamo parlando del fatto che, mediamente, ciascun collaboratore ha lavorato poco più di un’ora di maggior orario alla settimana. Sono dati del tutto fisiologici nella gestione di un’attività d’impresa – scrive in una nota Andrea Irrighi, Direttore Risorse Umane del Gruppo Lagardere Travel Retail Italia – per il tema dei controsoffitti certamente negli edifici può capitare che un quadrotto composto da gesso e lana compattata di 50×50 cm possa staccarsi o vi sia una infiltrazione di acqua piovana che lo rovini. Le aziende di manutenzione intervengono per i normali recuperi”. L’azienda infine nega le affermazioni sulla difficoltà di avere la pausa per andare in bagno “perché non rappresentanti la verità nella gestione dei nostri locali”.
Per il sindacato Usb, rappresentato da Vincenzo Lauricella del Coordinamento Nazionale Commercio Usb, l’atteggiamento dell’azienda è “sordo” poiché “ci sono già stati due scioperi ma non si vuole aprire un dialogo continuando nella politica di chiusura”. Il sindacato punta il dito contro “il sistema degli appalti che avviene anche all’aeroporto di Venezia i servizi di food e ristoro vengono appaltati e i dipendenti hanno visto condizioni di lavoro sempre peggiori”.